Sartori, la trascinatrice della Cutazzo Belletti

TRIESTE
Alice Sartori si ritrova in mano le chiavi della Cutazzo Belletti Virtus, in questa stagione a dir poco “insolita” di B2.
Dalla ventunenne triestina, capitano e trascinatrice delle gialloblù di Kalc, passano difatti i punti importanti e le vittorie di casa Virtus, in una stagione partita a fatica e col fiato sospeso a fine gennaio 2021, dopo mesi di rinvii. I primi passi nel volley nelle giovanili Evs, dal 2012 sino al 2016 e il salto in B2 con un team di giovanissime ed inesperte. Poi, gli stage a Milano al Centro Pavesi, col Club Italia e con le nazionali sperimentali, sino ad approdare, 17enne, nel 2016-17 alla Unet Busto Arsizio. Dove milita nei sestetti delle u18 nazionali, di B2, ma riesce ad affacciarsi anche sui campi della massima serie e delle coppe europee, con la prima squadra della Yamamay. Quindi un’annata felice e di crescita in B1 alla Cda Talmassons, protagonista in una squadra di vertice, e quindi il ritorno a casa, a Trieste.
A Trieste per prendere in mano la New Virtus, dalle buone ambizioni. E vivere ora la seconda annata consecutiva in B2. Tra gli studi per i corsi di Scienze della formazione primaria, e gli allenamenti e la “pallavolo ritrovata” la vita di Alice scorre senza annoiarsi. Cercando di superare le “paure” dovute al covid.
«Non è facile affrontare questa situazione. Da un lato è già tanto giocare, è un privilegio rispetto a molte squadre che sono ferme. Ma al contempo non è la stessa cosa di un campionato “normale”: è snervante, vivi sempre in un’ansia perenne, non sai mai cosa succederà».
Sull’attuale cammino della Cutazzo Belletti in B2, la capitana spiega: «Stiamo crescendo, sono contenta del momento rispetto ad inizio anno. Questo è un bel gruppo, nato nella fatica di un anno di stop e nelle pieghe dell’incertezza per la pandemia, stiamo lavorando tanto e bene, e possiamo dire la nostra contro tutte. Dopo i mesi di stop, era difficile ritornare in campo e focalizzare le energie verso un obiettivo. Ora ci stiamo rifacendo, ma dobbiamo migliorare, pecchiamo in continuità e commettiamo errori gratuiti».
Dalle esperienze passate tra serie A e B1, la Sartori si porta dietro un bel bagaglio di esperienze ed emozioni. «A Busto, sono cresciuta come giocatrice, ma soprattutto come donna e persona. Mi son trovata giovane, lontano da casa, a dover unire studio, quotidianità e volley, in un anno pieno di cambiamenti. Sia dal punto di vista tecnico, – mi hanno formata come giocatrice – che di maturazione personale. A Talmassons, sotto la guida di coach Castegnaro, con delle fasi alterne sia come titolare, che nell’impiego (venendo schierata sia come ala, che da opposto, ndr), ho notato il grande divario rispetto ai tornei precedenti, e ritmi e qualità di gioco molto alti, per me che venivo da livelli inferiori in Lombardia».
E questa crescita e queste esperienze, hanno permesso alla Sartori di essere ora leader della Cutazzo Belletti, già ormai da un biennio. «È un ruolo, quello di capitano, che mi stimola e mi gratifica. Lo scorso anno ne ho visto la parte bella, in un campionato oltre le più rosee aspettative, concluso col secondo posto e dove tutto filava liscio. Quel ruolo mi ha aiutato a capire tante cose, e ora lo rivesto anche nelle difficoltà. Devi esortare, guidare le compagne: pensare a te, e guardare in un’ottica complessiva anche le altre in campo e tutta la squadra. Io me le sento queste responsabilità, non vivo la fascia con leggerezza, e questo grazie anche alla fiducia del gruppo». —
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