Scaini: la corsa, stile di vita per tutta la mia famiglia

Intervista al testimonial dell’appuntamento triestino: «E’ l’evento sportivo più partecipato dell’intera regione, promuove al meglio l’intero nostro territorio»
Di Luca Saviano
Silvano Trieste 03/05/2015 Passaggio Confine di Stato a Basovizza
Silvano Trieste 03/05/2015 Passaggio Confine di Stato a Basovizza

Fedele alla causa. La “vecchia” Bavisela cambia pelle, si trasforma in Miramar, ma non perde il suo uomo immagine. Stefano Scaini, nonostante il maremoto che nei mesi scorsi ha investito la corsa triestina, non è tipo da abbandonare la barca nel momento delle difficoltà. Il prossimo 7 maggio, data clou del Trieste Running Festival, il campione friulano avrà compiuto da tre giorni 34 anni, la maggior parte dei quali spesi nel mondo dell'atletica che conta.

Stefano Scaini, ancora una volta il suo volto è abbinato a quello della manifestazione triestina. Quali sono i motivi di tanto attaccamento?

Quello triestino è l'evento sportivo più partecipato del Friuli Venezia Giulia, capace di promuovere in modo dinamico l'intero territorio regionale. Avendo rischiato di perdere questa realtà, ho deciso di continuare a credere in un sodalizio che ha dimostrato di possedere grandi doti organizzative. Quanto successo con la Bavisela, poi, non ha nulla a che vedere con Fabio Carini e con la sua squadra.

Che posto ha la corsa nella sua vita, anche alla luce dello stato di grazia agonistica che sta vivendo sua moglie Anna Incerti?

La corsa per me è fondamentale, da vent'anni scandisce la mia quotidianità ed è ormai diventata uno stile di vita per tutta la famiglia (Martina, la figlia di Anna e Stefano, ha 4 anni, ndr). Mi alleno ancora sei o sette volte a settimana e spesso corro anche con Anna.

Che però adesso la batte...

L'accordo è che in casa comanda chi arriva davanti, anche se ammetto che ogni tanto nelle nostre uscite di corsa sono io a "prendere paga".

Lo sport l'ha studiato anche sui libri...

Sì e continuo a farlo. Mi sono laureato lo scorso anno in Scienze motorie e adesso mi sono iscritto alla laurea specialistica in Scienze dello sport. Cerco di rimanere in questo ambito, anche grazie alla curiosità che mi ha sempre spinto a capire i meccanismi che regolano il nostro corpo. E poi è la scuola, insieme a mio fratello, che mi ha avvicinato allo corsa, portandomi a partecipare (e poi vincere, ndr) i Giochi della Gioventù.

Lei è stato un atleta eclettico che ha spaziato dalla pista alla corsa campestre, dalla maratona alla corsa in montagna. Qual è stato il suo segreto?

L'ho appreso anche dai libri e dai miei professori. La genetica conta per l'85% e per questo devo ringraziare i miei genitori. Il restante potenziale viene espresso grazie alla forza di volontà. A me è sempre piaciuto arrivare davanti agli altri. Mentre i miei amici se ne andavano in giro a bere gli aperitivi, io andavo ad allenarmi. Anche questo atteggiamento ha pagato.

Torniamo alla corsa triestina. Indosserà scarpe e canottiera per prendere parte a una delle competizioni?

Fabio Carini mi sta affettuosamente facendo una certa pressione. Sicuramente prenderò parte a una delle gare, ma la distanza scelta è ancora top secret.

Quali ricordi la legano alla Bavisela?

In cima alla lista metto sicuramente la partecipazione del 2014, quando sia io che Anna abbiamo vinto la mezza maratona. È stata una giornata indimenticabile.

Cosa ci possiamo attendere dalla rinnovata manifestazione triestina dopo questa ripartenza?

Non le definirei una ripartenza, ma un giro di boa. Abbiamo dovuto affrontare un brutto strappo in salita e adesso puntiamo a raggiungere nuovi traguardi. I triestini, in primis, ma anche i friulani si devono cullare questa creatura che ha dato tanto e può ancora dare all'intero territorio regionale.

Luca Saviano

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