Soltanto cinque reti marchigiane e qualche distrazione in avvio

TRIESTE

Dopo due patte di seguito la Fermana, in crisi di risultati pienamente convincenti (l’ultimo successo, peraltro l’unico esterno, risale al 25 ottobre), scenderà al Rocco cercando di ritrovare una rotta che la porti fuori dalle nebbie della bassa classifica.

Nelle 10 gare disputate i marchigiani hanno messo a referto appena 5 gol (peggior attacco del gruppo: l’ultimo della compagnia, l’Arezzo, ne ha addirittura realizzati 2 in più) incassandone più del doppio (11), sbandando spesso sul proprio campo del Recchioni (4 punti in 5 confronti), reggendo persino meglio fuori (5 punti in altrettante partite). L’inizio di torneo è stato da bollino nero: in 5 gare un solo punto, nel derby con la Samb, poi si sono susseguite 2 affermazioni (ai danni di Gubbio in casa e sul campo dell’Imolese), la battuta d’arresto interna col Carpi e quindi i pari con Cesena e Fano (la partita di domenica scorsa con l’Arezzo è stata invece rinviata a causa dell’emergenza sanitaria in seno alla rosa toscana).

Coi granata il team allenato per la seconda stagione di seguito da Mauro Antonioli (ex centrocampista con 57 presenze e una rete in B, indossando la maglia del Chievo) nei primi 45’ ha provato diverse soluzioni per cercare di trovare spazi in attacco, perdendo progressivamente smalto giocando una ripresa con imprecisione, annullandosi reciprocamente con gli avversari nella zona centrale del campo. Finora le difficoltà dei canarini sono state legate alla quasi incapacità di recuperare lo svantaggio iniziale: in 5 occasioni su 7 hanno finito in ginocchio; all’opposto, passati per primi (3 volte), hanno gestito bene il vantaggio, chiudendo da vincitori in due occasioni, senza perdere. Se segnano col contagocce, i gialloblu vantano però la decima miglior difesa del girone (alla pari del Perugia).

L’undici dei canarini (tra i primi 8 per età media: 25,9 anni) ha finora sofferto in particolare all’avvio di partita (3 disattenzioni difensive e un rigore a carico nei primi 15’) e tra il 61’ e il 75’ (altrettanti buchi). Senza smentire la tradizionale grinta agonistica (una trentina tra cartellini gialli e rossi), è un collettivo che in quest’avvio di stagione ha provveduto a far ruotare molti elementi (una trentina). Contro il Fano i fermani sono stati disposti specularmente secondo un 4-3-1-2: davanti all’esperto Ginestra (sceso in campo a difendere i pali con la fascia di capitano a 41 anni, 8 mesi e 28 giorni), hanno giocato Mordini, Scrosta, Manetta e De Pascalis, in mezzo Staiano, Grossi e Iotti, con Neglia (l’ala sinistra è il miglior stoccatore: 3 centri) a supporto di Raffini e Cognigni. —

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