Sprofondo rossonero E il Milan prova a consolarsi facendo la corte a Ibra
Milano. Nel celebre Canto di Natale di Dickens, il protagonista riceve prima di Natale la visita di tre spettri. Più o meno è quello che è accaduto a Stefano Pioli, che a Bergamo ha vissuto una giornata da incubo, rivedendo i fantasmi del brutto Milan della prima parte di stagione.
Il tecnico incaricato dalla proprietà di risollevare la squadra dopo la gestione Giampaolo era riuscito, con non pochi affanni, a far imboccare ai fragili rossoneri la strada della continuità riaccendendo a strappi il motore. Ma Pioli non aveva fatto i conti con il ciclone Atalanta.
La Dea delle meraviglie ha spazzato via i rossoneri travolgendoli con cinque reti. E mettendo a nudo tutti i limiti di un Diavolo semplicemente impalbabile e mai entrato in partita. Certo, contro un’Atalanta così è dura per chiunque. Ma il tecnico rossonero si aspettava un atteggiamento ben diverso e non certo un’umiliazione del genere: «Abbiamo sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare», ha ammesso Pioli.
Nel dopogara Boban ha subito spazzato via le voci su possibili scricchiolii in panchina: Pioli non è in discussione e il suo lavoro è apprezzato dai dirigenti. Lo stesso Boban e Paolo Maldini, tuttavia, hanno bisogno di rafforzare la loro posizione di fronte alla proprietà. E il primo obiettivo è sul mercato e si chiama Zlatan Ibrahimovic: la pista che porta al ritorno del 38enne attaccante sembrava essersi raffreddata ma nelle ultime ore, si sta registrando un cauto ottimismo. Si vedrà se davvero, in caso di fumata bianca, il grande ex saprà risolvere uno dei principali difetti di questo fragile Diavolo, la scarsa concretezza sottoporta.—
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