Tennis, Schiavone choc «Ho sconfitto il cancro e mi sento come rinata»

L’ex azzurra è guarita. Si confessa sui social 
Frame dal video in cui la tennista Francesca Schiavone ha annunciato via social la sua malattia, 13 dicembre 2019. ANSA / PROFILO FACEBOOK FRANCESCA SCHIAVONE +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++
Frame dal video in cui la tennista Francesca Schiavone ha annunciato via social la sua malattia, 13 dicembre 2019. ANSA / PROFILO FACEBOOK FRANCESCA SCHIAVONE +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

IL PERSONAGGIO



Francesca Schiavone ha vinto un altro match: durava da aprile, ed è stato tostissimo. «Vi racconto cosa è successo negli ultimi 7 mesi della mia vita – ha spiegato con un video su Instagram la campionessa del Roland Garros 2010, che dopo essersi ritirata ufficialmente più di un anno fa era scomparsa anche dal radar dei social -. Mi è stato diagnosticato un tumore maligno. È stata la lotta più dura che ho affrontato in assoluto. La cosa più bella è che sono riuscita a vincere questa battaglia. E quando me l’hanno detto qualche giorno fa sono esplosa dalla felicità. Ancora adesso vivo di felicità, la posso tagliare con il coltello. Sono già pronta sia qui (toccandosi il cuore, ndr) che qui (toccando la testa, ndr) ad affrontare i nuovi progetti che già avevo, ma che non potevo affrontare. Quindi ci rivedremo presto. Sono felice di quello che sono adesso». Meno di un minuto, ma di Leonessa allo stato puro nonostante il capello rasato, il volto segnato dalle cure. Lo sguardo, sempre quello: diretto, ironico, un buongiorno al mondo.

Nell’ambiente chi sapeva della malattia ha mantenuto il segreto gelosamente. Per rispetto, per affetto nei confronti di una delle più grandi campionesse del nostro sport, non solo del tennis di cui è stata n. 4 nel mondo. Già nell’ultima parte della sua carriera, quando Francesca si era trasferita a Miami, nei progetti c’era una seconda vita da allenatrice, soprattutto a contatto con i ragazzini. Aveva ancora voglia di campo e di sfide, per un brevissimo periodo ha seguito la ex n. 1 Caroline Wozniacki. A Milano era anche partita una collaborazione col Comune, sempre mirata ai giovani, prima che la vita le mettesse di fronte un avversario imprevisto. A Montecarlo, nello scorso aprile, dove era andata per tifare Fabio Fognini, si era accorta di un nodulo alla gola. Il referto era stato chiaro e feroce: linfoma di Hogdkin. Tre cicli di chemioterapia, a Roma, una rimonta delle sue. Una settimana fa la notizia più bella. «Francesca è una grandissima lottatrice – dice Corrado Barazzutti, che della Schiavo è stato capitano di Fed Cup, coach e poi amico carissimo -. Quindi ha vinto anche questa battaglia. A Francesca sono molto, molto affezionato, tutti e due abbiamo una grandissima passione per il tennis, ne parliamo in continuazione. Francesca può essere utile al nostro tennis sotto tutti i profili. Ha tantissima voglia di impegnarsi, ora ancora più di prima. Se un giorno vorrà, potremmo pensare anche a qualche progetto insieme». Una tempra alla Mihajlovic quella della Leonessa, tanto per citare un altro grande dello sport che la battaglia contro il cancro la sta combattendo e vincendo. Al Festival dello Sport di Trento, a ottobre, quando aveva dialogato in video con la sua grande amica e rivale Flavia Pennetta, i segni delle cure erano evidenti, ma Francesca aveva preferito non dire niente, in attesa di vincere anche l’ultimo game. «Sei la n. 1, fighter, te quiero hermana major – ha scritto in un commento multilingue su Instagram Fabio Fognini, che la Schiavone l’ha sempre considerata una sorella maggiore -. Goditi questi progetti, e ricordati: effetto catapulta». Cioè scendere in basso e caricarsi per risalire più in alto di prima, proiettati al futuro. È sempre stata la lezione di Francesca in una carriera lunghissima, iniziata nel 1998, lo stesso anno di Federer, e decorata dalle due finali parigine – la prima vinta contro Samantha Stosur, la seconda persa contro Li Na l’anno seguente – prima italiana di sempre ad alzare una coppa Slam. Otto titoli complessivi in singolare, tre Fed Cup vinte con le altre “moschettiere” di una generazione favolosa del nostro tennis. Ma quello è il passato. Adesso per Francesca è tutta vita: nuova e bellissima da gustare. —



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