Terry&Spencer, la strana coppia della Pallacanestro Trieste. Legovich: «Una sfida intrigante»

Trieste ha un tandem di lunghi atipico con un’ala forte non perimetrale. «Danno una bella energia e tanta fisicità. Emanuel partirà da 4 ma non lo snatureremo»

Roberto Degrassi
francesco bruni
francesco bruni

TRIESTE Il collaudo è stato roboante. In due 26 punti sfiorando il 70 per cento al tiro, 22 rimbalzi, due assist, un robustissimo contributo a un saldo carambole positivo contro la corazzata milanese. La strana coppia Emanuel Terry-Skylar Spencer ha convinto i seimila dell’Allianz Dome e ha fatto capire che la Pallacanestro Trieste ha un’arma in più su cui contare.

Marco Legovich non può che confermare. «Una prima volta decisamente promettente. Terry è arrivato da poco ma ha già mostrato quello che può darci, con un aumento di fisicità in entrambe le metà campo. Lui e Spencer hanno conquistato 11 rimbalzi offensivi, cioè ci hanno consentito più possessi».

Schierare contemporaneamente due lunghi che nascono come centri è una mossa insolita in un campionato dove quasi tutti presentano un’ala forte perimetrale. In Italia quelle che una volta si definivano le “Twin towers” (storiche nella Nba le coppie Sampson-Olajuwon a Houston e Robinson-Duncan a San Antonio) sono merce rara. Trieste ha invece un pacchetto atipico, con un solo lungo dei quattro nel roster, Alessandro Lever, ad avere un raggio di tiro che si spinge oltre i 3/4 metri. Lever che, peraltro, sembra in una fase di involuzione.

Spiega il coach biancorosso: «La nostra è sicuramente una coppia di lunghi atipica e per un allenatore rappresenta una sfida stimolante. La pausa in arrivo ci permetterà di lavorare per raggiungere automatismi nella loro presenza in campo. Non occorre fare 500 cose, penso sempre che ne bastano 5 ma fatte bene».

Mario Ghiacci ha sottolineato che Terry lavora per adeguarsi a un ruolo diverso. Come mi comportate in questo processo di adattamento a una veste da “4”? Spiega ancora Legovich: «Partendo da un concetto chiaro. Non vogliamo snaturarlo. Emanuel ha una grande energia e un’eccellente velocità, nessuno pretende che si metta a tirare da tre punti. Del resto mancano tre mesi alla fine del campionato, sarebbe assurdo imporgli un cambiamento. Lo abbiamo scelto per le sue caratteristiche e quelle vogliamo. Il lavoro che lo staff tecnico farà con lui nelle prossime settimane - conclude il tecnico della PallTrieste - sarà sui fondamentali tattici: partenze, posizionamento sul pick & roll. Ragioneremo sulle spaziature. La parola chiave rimane “automatismi” e sappiamo che venti giorni di pausa per la Coppa Italia e gli impegni della Nazionale serviranno per poter lavorare in palestra senza pressione». —

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