Tonetto: «Non capisco lo stop dei tornei»

TRIESTE. Mantiene la fiducia nei confronti dei controlli medici e della prevenzione in Italia, invoca la presenza obbligatoria di un defibrillatore in ogni sede ma non ha ritenuto consona la totale sospensione dei campionati, la decisione maturata in seguito alla tragedia toccata al calciatore Morosini. Max Tonetto non nutre dubbi: in Italia il sistema sanitario al servizio del circo calcistico professionistico è di assoluta avanguardia e non presenta crepe nell'organizzazione e nei criteri in atto. Parola di un triestino ex calciatore della massima serie, uno che di chilometri per schemi e vocazione ne ha macinati da laterale nelle stagioni con le maglie di Lecce, Empoli, Bologna, Sampdoria e soprattutto Roma, con cui ha anche raggiunto la maglia azzurra all'età di 32 anni: «Bisogna intanto attendere gli esiti definitivi dell'autopsia sul povero Morosini – ha premesso Max Tonetto, ora impegnato a Roma in veste di commentatore radiofonico e televisivo – Gli accertamenti daranno la chiave del fatto ma nel complesso non penso ci sia motivo per incolpare le modalità mediche in Italia tra i professionisti nel calcio. I controlli sono abituali, la prevenzione è forte – ha aggiunto l'ex romanista partito dal campo di viale Sanzio del San Giovanni – posso dire, e per esperienza, che siamo all'avanguardia, anche in tutta Europa».
A conferma delle tesi di Max Tonetto, echeggiano anche i recenti commenti di Bernardo Corradi, l'ex attaccante di Lazio, Reggina e Chievo, tra l'altro grande amico di Piermario Morosini ai tempi della esperienza a Udine, ora emigrato in Canada.
Intervistato dallo stesso Tonetto ai microfoni di una emittente radiofonica della Capitale, Corradi avrebbe dichiarato di essere stato subito catapultato in campo nel campionato canadese ma senza essere stato sottoposto a nessuna forma di visita specialistica: « Questa la dice lunga della situazione in altri Paesi – ha ribadito Tonetto – In Italia questo non potrebbe mai succedere, almeno per quanto riguarda il calcio, dico quello professionistico».
Non è il quadro di una isola felice quello disegnato da Max Tonetto. Il capitolo riguardante il primo soccorso sui campi di gioco appare il punto su cui lavorare, su vari fronti: «Anche per quanto riguarda i campionati dilettantistici e giovanili – puntualizza Tonetto – Si può e si deve migliorare in tutto, a partire dalla presenza obbligatoria di un defibrillatore ma a un patto – ha rimarcato – che venga messo a disposizione di un professionista. Con il breve corso di formazione, come pare si faccia attualmente, si corre il rischio di non avere i frutti sperati all'occorrenza».
Sull'altare degli imputati figura anche il ( presunto) elevato ritmo a cui sarebbero sottoposti i giocatori in Italia nel massimo campionato. Tanti impegni, molto agonismo. Di Natale insegna e Tonetto conferma: «C'è del vero, concordo – ha affermato il triestino – siamo a livelli di 50/60 gare all'anno. Sono numeri che possonorealmente influire». La sospensione post tragedia ha fatto discutere e anche su questo tema Tonetto non ha dubbi: «Capisco lo stop di sabato ma non comprendo quello di domenica e negli altri campionati. Lo dico nel pieno rispetto di Morosini, sia chiaro – ha concluso – Bisogna agire, e subito, su altre questioni, come il tempismo del primo soccorso».
Francesco Cardella
Riproduzione riservata © Il Piccolo








