Trieste con l’orgoglio e la spinta del pubblico deve battere Cremona per continuare il sogno

Alternative non ce ne sono. Per proseguire nell’avventura nei play-off stasera la Pallacanestro Trieste all’Allianz Dome deve solamente vincere. Battendo la Vanoli Cremona (palla a due alle 20.30) porterebbe la serie sull’ 1-2 con la possibilità di pareggiare i conti sabato, ancora sul parquet di casa. Con una sconfitta finirebbe la stagione e da domani si parlerebbe solo dei giochi per il futuro biancorosso. E di questi tempi ancora di incertezza la prospettiva di un ulteriore incasso nell’eventuale gara4 non fa schifo a nessuno.
Trieste in Lombardia ha incassato due sconfitte in fotocopia: contenute nel passivo, con il secondo quintetto a fare abbondantemente meglio dello starting five. In particolar modo all’appello in questi quarti sono mancati gli uomini che dovrebbero essere i leader della squadra di Dalmasson: Wright, Peric e Dragić. Tifosi e coach confidavano in un riscatto in occasione della seconda sfida al PalaRadi. Si è riabilitato benissimo il solo Knox. Dagli altri ancora troppo poco. E anche l’analisi del dopogara da parte di Dalmasson ha ricordato quella al termine del primo confronto. «Non abbiamo avuto pazienza nè lucidità. Quando bisognava ragionare e giocare di squadra abbiamo invece forzato, come se ci sentissimo mortificati a essere sotto di 4-5 punti. I giocatori più esperti dovrebbero aiutarci a vivere partite migliori, con molta più lucidità». E il coach ha già messo in chiaro che stasera la squadra dovrà lottare senza confidare troppo nell’effetto fortino. «L’errore più grosso sarebbe che sarà più semplice perchè giochiamo in casa. Cremona è squadra di livello, più cinica della nostra, alternando quintetti piccoli che non danno punti di riferimento».
Guai, tuttavia, se il doppio ko al PalaRadi avesse intaccato l’autostima della Pallacanestro Trieste. Qualche motivo per essere realisticamente positiva, la squadra di Dalmasson ce l’ha. E’ rimasta in corsa per due volte fino a un paio di minuti dalla sirena pur dovendo fare i conti con serate storte dei big. Non ha mai rimediato imbarcate. Ha dimostrato che qualche giocatore è in grado di fare male alla difesa cremonese, come Strautins e Da Ros. Ha una rotazione più ampia rispetto ai lombardi e con il succedersi degli incontri questo è un elemento che può pesare a favore di Trieste. L’impressione è che il rapporto tra Trieste e la Vanoli, per quanto sia forte e solida la formazione di Sacchetti, non sia così penalizzante come lo era stato con la Virtus Bologna nei play-off della A2 due anni fa. Anche allora i biancorossi si trovarono costretti a gestire in casa una partita “dentro o fuori” con i rivali avanti 2-0. Ma la differenza di valori era oggettivamente sensibile.
Le prime due gare dei quarti dei play-off scudetto hanno raccontato che Trieste è riuscita a giocarsela. E stasera ci riprova. Confidando nel pubblico e sperando che gli uomini di classe e personalità tornino a essere protagonisti e non comprimari ai margini del confronto.
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