Triestina calcio, mister Gentilini: «Sono orgoglioso di questi ragazzi, crediamoci tutti»

Antonello Rodio
Lasorte Trieste 05/02/23 - Serie C, Triestina - Pro Sesto
Lasorte Trieste 05/02/23 - Serie C, Triestina - Pro Sesto

TRIESTE Ha visto la sua squadra giocare alla pari, perfino in inferiorità numerica, contro una Pro Sesto che ora è la capolista del girone, ma alla fine la sua Triestina esce con zero punti e l’impresa salvezza diventa sempre più improba. Quello di Augusto Gentilini è uno stato d’animo comprensibilmente complesso, ma il tecnico alabardato preferisce guardare alle cose positive, da cui trae anche speranze per il futuro: «Sono orgoglioso dei ragazzi perché hanno messo l’anima fino all’ultimo. Anche in dieci, fino al gol non siamo mai stati in difficoltà, anzi abbiamo coperto il campo nella maniera corretta, abbiamo perfino avuto la voglia e la determinazione di andare a cercare il gol. Il nostro campionato è iniziato mercoledì scorso e ora abbiamo questo minitorneo dove la necessità è di cercare il massimo sempre, in casa e in trasferta, in dieci o in undici. La classifica? Non è tempo di fare tabelle, dobbiamo ripartire da questo spirito, questa voglia e questa determinazione: se lo faremo, lotteremo fino alla fine a testa alta».

Uno spirito di squadra che hanno notato anche i tifosi, che alla fine hanno applaudito gli alabardati, cosa che non è passata inosservata a Gentilini: «Ringrazio il nostro pubblico, e non è una ruffianata perché io sono un tipo molto diretto: i tifosi hanno apprezzato quello che i ragazzi hanno messo in campo e l’anima che stanno mettendo per salvare il patrimonio di questa città. Se l’Unione fa la forza, crediamoci tutti».

L’ambiente alabardato è anche imbufalito con l’arbitro per alcune decisioni controverse, ma Gentilini sotto questo aspetto ha le idee chiare: «Non ci sono alibi, gli arbitri ci sono e a torto o a ragione gestiscono loro. Cosa ho detto ai ragazzi nell’intervallo? Che le ingiustizie fanno parte della vita e la forza di un gruppo, di un calciatore e di un uomo, è anche quella di saper gestire queste situazione negative. Altrimenti ci si arrampica sugli specchi e noi non ne abbiamo bisogno, dobbiamo guardare avanti e credere ancora di più nelle nostre qualità. Alla fine tireremo le somme, dobbiamo continuare con questo spirito battagliero, aiutandoci reciprocamente. Se tirerò le orecchie a Masi? No, ma è inutile stare qui a dire che secondo me il giallo non c’è, ci siamo trovati in una situazione in cui con Mbakogu potevamo fare gol e un secondo dopo ci siamo ritrovati in dieci. Sono quelle situazioni strane che in area di rigore ne succedono a iosa. Ma come ho detto non dobbiamo cercare alibi, bensì aggrapparci alle nostre qualità fisiche, tecniche e morali per tirarci fuori da questa situazione».

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