Triestina, il sogno di un Rocco da record

All’Unione basta un pareggio ma non deve accontentarsi davanti a quasi 10mila. Rientra Lambrughi e forse Malomo 

TRIESTE. La strada verso il traguardo passa per il Rocco. Passa per la prima volta che non deve essere l’ultima. Tutta l’energia dei giocatori, del tecnico, dei dirigenti e del pubblico è indirizzata al 9 giugno. Ma tutto il pathos, la forza, l’attaccamento, l’entusiasmo va concentrata domenica 2 giugno a partire dalle 20.30. Arriva la Feralpisalò, sconfitta due volte in un passato da non ricordare ma che alimenta l’autostima di tutti e domata, anche se tra mille fatiche, quattro giorni or sono in riva al Garda. Questo è il passato con il quale si fanno i conti. I conti dicono che la Triestina ha due risultati su tre dalla sua parte per staccare il pass della finale. La squadra deve star lontana dai calcoli. Eppure la classifica, il pari di Salò e la spinta di quasi diecimila tifosi in uno stadio Rocco tirato a lucido hanno un peso.

È inutile nascondersi, l’Unione è favorita e ha i mezzi per tradurlo sul campo. Il calo del secondo tempo di Salò non va però sottovalutato. Anzi Pavanel deve ripartire da lì per costruire la gara-2. Perchè il down atletico conseguenza del dispendio dello splendido primo tempo non può giustificare una ventina di minuti in balìa degli avversari. I gardesani sono squadra tosta, con giocatori di gamba e piede, rivitalizzati dall’arrivo del tecnico Zenoni, e stimolati per bene dal loro munifico presidente che da stagioni cerca la serie B.

Anche a Trieste i gardesani daranno più di quanto sono stati capaci di mettere sul campo nel corso della stagione. Ma troveranno una Triestina diversa da quella del Turina. O meglio l’Unione ritrova il suo assetto più rodato con il ritorno di capitan Lambrughi (e probabilmente anche di Malomo) e il conseguente avanzamento di Coletti. Al suo fianco Maracchi (o Steffè) hanno sempre giocato con maggior disinvoltura perchè Tommaso è giocatore che si prende responsabilità e dà sicurezza. I ballottaggi anche in questa semifinale play-off ruotano attorno agli esterni. L’utilizzo di Petrella a destra consente il posizionamento di Procaccio sulla fascia a lui più consona. Fascia che se affidata a Mensah (un po’ in ritardo fisicamente) diventa un grimaldello per scassinare la difesa ospite. E proprio nel reparto arretrato gli avversari, già non brillantissimi, avranno la difficoltà a sostituire lo squalificato Paolo Marchi. A Costantino e Granoche è affidato il compito di affondare. I due bomber sono un plus dell’Unione. Ma oggi, più del curriculum, conterà la loro carica agonistica. Una carica che animerà tutto il gruppo e che Pavanel deve saper dosare con lucidità.

Ci sarà da soffrire ma la squadra ha già dimostrato di saper stringere i denti nei momenti delicati. Tocca anche al pubblico fare la sua parte. Se questo mix funziona, il sogno si realizzerà. Crediamoci. —


 

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