Triestina indenne a PadovaOra basta un pari al 'Rocco'

Nell'andata dei playout allo stadio Euganeo, l'Unione blocca i veneti sullo 0-0. Grande prova di compattezza e rischi ridotti al minimo per la squadra di Arrigoni. Sabato prossimo in casa sarà sufficiente un pareggio per rimanere in serie B
Uno stacco di Godeas
Uno stacco di Godeas
PADOVA.
Arrigoni voleva il pareggio e l’ha ottenuto. Anche perché i suoi giocatori questa volta non hanno commesso le solite distrazioni. Concentrati e rinforzati da un innesto a centrocampo gli alabardati hanno demolito le manovre, peraltro molto approssimative dei padroni di casa. I biancorossi hanno dimostrato di non essere quello spauracchio visto col Brescia. E nulla ha potuto lo straordinario pubblico dell’Euganeo. Ma i meriti di uno 0-0 che consente di guardare con ottimismo alla gara di sabato al Rocco sono tutti della Triestina. D’accordo è stata una partitaccia e l’Unione non è mai andata vicino al gol (raramente anche gli avversari), ma così i deve giocare nei play-out. Il primo ostacolo è stato superato. Ora basta un pareggio al Rocco per restare in serie B.


L’ATMOSFERA
Al Paron sarebbe piaciuto uno stadio gremito (magari l’Appiani) per un derby tra Trieste e la città del Santo. Gli sarebbe certamente piaciuto meno che la sfida valesse per non retrocedere in terza serie. Ma così vanno le cose nel calcio triveneto del terzo millenio. Lo spettacolo in campo non è per palati fini, ma i match per la sopravvivenza schiodano ancora i pantofolai dal divano e dagli schermi della pay-tv. Mezzo migliaio di triestini opposti a una dozzina di migliaia e più di patavini. Un’occasione che non capita spesso di vedere specie nei disertati palcoscenici della serie cadetta. In tribuna d’onore anche i due primi cittadini Dipiazza e Zanonato.


GLI SCHIERAMENTI
Arrigoni cambia tattica rispetto alle ultime quattro partite della regular season (quelle che hanno portato otto punti). Il romagnolo vuole puntellare il centrocampo che diventa a cinque: Testini e Tabbiani presidiano le due fasce mentre a Princivalli (finalmente con la fascia di capitano), Gissi e Pani (più avanzato) spetta il compito di interdire (complicando la vita al play-maker di casa Italiano) e di cercare di far ripartire la squadra. L’altra novità è l’ingresso di Godeas dal primo minuto al posto di Della Rocca. Non accadeva da quindici turni, da quando cioè nella partita di Lecce l’Ariete di Medea aveva accusato un risentimento muscolare alla coscia. Sull’altro fronte Sabatini a sorpresa deve rinunciare all’incursore di sinistra Renzetti, reduce da un infortunio. Ma il tecnico di casa sceglie anche lui di rafforzare il centrocampo rinunciando all’idea di schierare Bonaventura alle spalle delle punte Soncin e Di Nardo.


LA PARTENZA
La Triestina, in tenuta nera, ha un buon approccio alla gara e nei primissimi minuti riesce a spezzare le trame del Padova grazie anche al disturbo di Pani su Italiano che si fa vedere con un tiraccio da lontano al 7’. I padroni di casa faticano a trovare corridoi nelle maglie alabardate che si limitano a stringere gli avversari senza riuscire a ripartire. Poi si ferma Gissi (già dolorante in settimana) ed entra Cossu (14’). Un problema in più per Arrigoni che consuma già un cambio nel settore nevralgico.


IL CONTROLLO
Nei primi 20’ i due portieri sono inoperosi. La Triestina fa capolino nell’area patavina e su corner di Testini Cossu non riesce a concretizzare (22’). Gioco comunque molto controllato da entrambe le parti. Italiano crea il primo pericolo con un insidioso rasoterra che finisce di poco alla destra di Calderoni. Testini ci prova da sinistra al 30’, i patavini liberano in angolo con qualche imbarazzo. Italiano si porta più avanti per eludere la fancobollatura di Pani ma l’Unione lavora con insistenza ai fianchi grazie alle proiezioni di Sabato e Tabbiani. Godeas ce la fa ad arpionare più di qualche palla consentendo ai suoi di avanzare. Il Padova chiude il tempo con una pericolosa incornata di Soncin a lato. Cala il sipario su una prima frazione gestita dalla Triestina come voleva Arrigoni. E il parziale di 0-0 non fa una piega.


LA RIPRESA
Sabatini si gioca la carta Bonaventura al posto di Rabito. Evidente l’intenzione di sfruttare la fantasia del trequartista per lanciare Soncin e Di Nardo. Ma è la Triestina a farsi viva al 4’ con una combinazione Tabbiani-Godeas. Il copione è più o meno lo stesso della prima frazione. L’Unione contiene un Padova piuttosto impreciso. Arrigoni fa uscire uno stanco Pani e inserisce Volpe. Tatticamente non cambia nulla. Il Padova comincia a spingere e crea una pericolosa mischia sotto gli occhi di Calderoni (13’). Di Nardo sfiora la rete al 19’, l’Unione salva in angolo. Il Padova si gioca la carta Vantaggiato per Soncin (21’). La Triestina finalmente punge in contropiede con Colombo ma la botta di Testini carambola sulla caviglia di Godeas (24’).


IL FINALE
L’Unione appare più pimpante e mette in difficoltà veneti sulla destra con il tandem Tabbiani-Colombo. La Triestina tiene il pallone più dei padroni di casa. Sabatini si gioca l’ultima carta con l’ingresso di Jidaiy al posto di Cuffa. Tabbiani non ce la fa più e Arrigoni lo avvicenda con Siligardi. Gli alabardati arretrano un po’ troppo. Al 46’ brivido per un’incornata di Cesar e per una mischia non sfruttata da Di Nardo. Poi il triplice fischio liberatorio di Morgant. La prima è andata. E bene.


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