Triestina, si riparte da uno: la forza del gruppo tiene accese le speranze
Marino con qualche modifica rispetto al suo predecessore ha vinto grazie a una squadra mai doma. I tifosi apprezzano

I pochi, pochissimi tifosi che ormai frequentano il Rocco hanno applaudito, abbracciato la squadra, si sono emozionati. A seguire la Triestina live è rimasto lo zoccolo duro, anzi quello durissimo ed è stato ripagato dalla squadra nella prima uscita del ritorno di Marino sulla panchina. Sono gli effetti taumaturgici e benefici della vittoria. Quelli della prestazione generosa, volitiva anche tecnicamente buona per la terza serie, ci sono sempre stati.
Perché la Triestina è tornata alla vittoria dopo quattro ko, ha finalmente cancellato il segno meno in classifica ma ha giocato una gara non tanto diversa rispetto a quella con l’Alcione, il Lecco o l’Ospitaletto. Si poteva avere qualche timore sula tenuta morale dopo una settimana complicata con l’esonero di Tesser, i timori sono stati scongiurati. I ragazzi ci hanno creduto anche venerdì sera fino alla fine, hanno surclassato un Lumezzane inferiore a dispetto della sua metà classifica, sono stati bravi e fortunati a trovare e segnare il penalty decisivo in pieno recupero.
Ma la squadra è stata ancora più meritevole perché ha saputo risalire dopo la rete presa. Era successo anche nel Bresciano all’andata, stesso risultato, stesso allenatore. I tre punti cancellano la stilettata al cuore nel vedere la classifica con il segno meno davanti, eredità di una gestione societaria fallimentare e disgustosa.
La sostanza cambia poco, c’è una montagna da scalare e solo la squadra crede di avere ancora una chance minima che avrebbe potuto essere leggermente più consistente con scelte diverse. E cioè avendo a disposizione, e questo sin da settembre, cinque uomini pronti per i cambi e magari una prima punta capace di dare una mano a concretizzare le occasioni che i compagni, sia con Marino che con Tesser, hanno sempre saputo costruire. Ormai c’è da affrontare ciascuna partita come un’occasione, isolata da tutto il resto, nella quale tenere alta la bandiera e regalare qualche emozione ai reduci che seguono l’Unione.
«Ho sempre detto ai ragazzi che il nostro obiettivo è salvarci sul campo a prescindere dalla penalizzazione monstre». E per fare questo Giuseppe Marino ha nello spogliatoio la classifica che parla di 24 punti conquistati (8 con la gestione Tesser). Uno stimolo che ha sempre funzionato quando il tecnico napoletano c’era e quando è stato accantonato con i risultati sempre, viste lo condizioni date, dalla sua parte.
Servono ovviamente altri test ma contro il Lumezzane si è vista una Triestina compatta, manovriera, cortissima di panchina come lo è stata negli ultimi due mesi e mezzo. Marino forse trasmette meno ansia da prestazione, utilizza un difensore in più rispetto ad Attilio, ha battezzato un match in pressing ma non asfissiante con una prima frazione superiore all’avversario ma non dominante e una seconda parte certamente più arrembante.
Atteggiamento già visto nelle prime dieci gare di questo campionato. Un singolo episodio vive di episodi e contro il Lumezzane l’Unione ha colto le occasioni oltre a trovare un gol da cineteca con Jonsson, a ritrovare i dribbling di un tempo di D’Urso, a rivedere un Voca che si è ricordato di avere un passato da leader in serie B.
Davanti c’è l’ultima settimana di mercato: dopo tre partenze pesanti (e se ne aggiungerà qualche altra) arriverà qualche pedina? La società sta riducendo i costi nella logica di ripartire dalla D, si auspica pianificando un rientro del debito, pagando le spese correnti e non incorrendo in altre penalità. Il gruppo sta dimostrando di esserci comunque. Passo dopo passo (anche falso) ma sempre a testa alta.
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