Triestina: spiati gli schemi. Caccia alla talpa
TRIESTE
Anche la Triestina adesso ha la sua piccola spy story. McLaren e Ferrari logicamente questa volta non c’entra. Dalla pista si passa dritti al campo di calcio. I segreti carpiti non riguardano motori rombanti ma con ogni probabilità gli schemi sui calci piazzati che per l’Unione attuale sono più importanti di due pistoni della macchina di Raikkonen.
In casa alabardata tutti minimizzano ma subito dopo la sconfitta casalinga con il Frosinone, l’allenatore Rolando Maran ha manifestato la volontà di blindare una parte degli allenamenti. Una misura precauzionale per non permettere a occhi indiscreti di studiare le soluzioni tattiche, gli schemi e i movimenti della squadra che il tecnico preparara per ogni partita. Già ieri mattina a Opicina è scattato il piano anti-spie. All’inizio della seduta, per una ventina di minuti, Maran ha voluto lavorare con l’intera rosa a porte chiuse. Giornalisti e tifosi (pochi) fuori dai cancelli ma nessuno ce l’aveva con loro. Finite le manovre segrete hanno potuto entrare.
L’allenatore evidentemente voleva provare qualche particolare accorgimento tattico in vista della difficile partita di domani a Brescia senza intrusi tra i piedi. Il rovescio di sabato non solo ha provocato un po’ di agitazione e tensione nel clan della Triestina ma ha anche alimentato qualche velenoso sospetto.
Pare che la scorsa settimana qualcuno sia andato a svelare i «trucchi» dell’Unione all’allenatore ospite Cavasin il quale avrebbe così potuto anticipare le mosse del collega. La parte tattica dell’allenamento della Triestina può in effetti diventare fonte di mille spunti. Maran è un tecnico quasi maniacale, attento a quei dettagli che alla fine possono fare la differenza. Come per esempio la posizione dei giocatori sui calci d’angolo sia in fase difensiva che in quella offensiva. La mossa a sorpresa di Maran sabato scorso era stata quella di spostare Kyriazis per la prima volta sul lato sinistro per cercare di fermare Lodi. Possibile che qualcuno sia andata a spifferare le mosse della Triestina a Cavasin? Sì, è possibile ma sembra strano che sia stato qualcuno che gravita attorno al microcosmo della Triestina. Quindici anni fa Arrigo Sacchi mandava il fido Natale Bianchedi a spiare le squadre avversarie durante gli allenamenti e questi era capace di tutto, anche di travestirsi da donna. Quel che è certo è che tra lunedì e mercoledì c’è stato tutto un giro di telefonate nell’entourage alabardato per individuare il colpevole.
Il responsabile della comunicazione della Triestina Marco Cernaz cerca di fare al meglio il suo mestiere riducendo in polpettine la spy story: «Non è il caso di far rumore per nulla. Non bisogna dar credito a certe voci. Le porte del campo di allenamento sono sempre aperte, solo oggi (ieri ndr) Maran ha avvertito la necessità di isolarsi per una ventina di minuti con i giocatori. E’ anche finita l’epoca delle spiate. Esiste un’azienda che mette regolarmente in vendita i filmati di tutte le partite e gli allenatori lavorano su questo materiale facendo rivedere più volte ai propri giocatori i movimenti degli avversari». Tutto giusto, tutto vero ma non ci sono solo le partite. Ogni allenatore ogni settimana mette in cantiere qualcosa di nuovo in funzione della squadra che incontrerà. E’ chiaro che l’allenatore alabardato avrà studiato qualche rimedio tattico per limitare Possanzini e Bazzani. La caccia alla «talpa» intanto continua.
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