Trofeo Regioni, accuse alla Fip da Boniciolli sulla scelta del coach

TRIESTE. “Volevamo ringraziare la Fip regionale per la totale disorganizzazione per aver tolto a ragazzi di 15 anni un sogno iniziato 18 mesi fa con innumerevoli sacrifici sia per loro, sia per le...

TRIESTE. “Volevamo ringraziare la Fip regionale per la totale disorganizzazione per aver tolto a ragazzi di 15 anni un sogno iniziato 18 mesi fa con innumerevoli sacrifici sia per loro, sia per le famiglie, per poi ritrovarsi senza un allenatore a 3 giorni dalla partenza. Crediamo che far ricadere su di loro problemi politici interni alla Fip sia sbagliato. Qualcuno deve prendersi le responsabilità di questo disastro”. È il testo della lettera inviata in redazione dai genitori dei giovani atleti della Rappresentativa Fvg maschile che ha partecipato al Trofeo delle Regioni la scorsa settimana. Quel pasticcio fatto sull’allenatore, dopo che Stefano Bartoli aveva dato forfait per motivi di lavoro, non è andato giù.

Va chiarita subito una cosa, però: è vero, Andrea Padovan, che ha condotto la squadra a Genova, non conosceva i ragazzi; ma è un tecnico valido e per quanto si è visto in campo, anche se al suo posto ci fossero stati altri, non è che avrebbero potuto eliminare le distanze con le altre regioni. «Padovan va solo ringraziato per la disponibilità che ha dato, a suo esclusivo rischio e pericolo, a un comitato regionale che non sapeva da che parte girarsi - riconosce Matteo Boniciolli, che ha chiesto parola in qualità di responsabile del BaskeTrieste -. Andrea ha avuto gli stessi problemi che avrebbe avuto qualsiasi allenatore che non conosce categoria e giocatori che gli viene chiesto di allenare. Sul suo valore nessuno può permettersi di esprimere dei dubbi. Ma a mio avviso la posizione ragionevole per questa squadra era fra il sesto e l’ottavo posto». Così come legittima era, a monte, la scelta di Stefano Bartoli: «Nessuno aveva niente da ridire, essendo lui già a pieno titolo parte di questa categoria». Il problema è stato invece, a suo dire, sul metodo di scelta. «La cosa secondo me sconcertante è stata il modo in cui il responsabile del programma Franco Pozzecco e il presidente del comitato regionale Giovanni Adami hanno gestito l’emergenza quando Bartoli ha dovuto dare forfait. E il mio personale sconcerto aumenta quando Pozzecco dichiara che per risolvere il problema ha consultato un certo gruppo di tecnici regionali per ricevere suggerimenti. Credo che se alla mia vecchia zia Claudia Elleri, che nella sua vita ha visto pochissimo basket, avessero chiesto di risolvere il problema presentandole la lista dei convocati, avrebbe suggerito di rivolgersi per un aiuto in emergenza all’allenatore primo in classifica nel campionato di categoria, tecnico di cinque dodicesimi della squadra e profondo conoscitore degli altri sette». Boniciolli è un fiume in piena e non contiene la rabbia. «Adami, a precisa richiesta, mi ha risposto che erano stati contattati diversi allenatori, ma nessuno aveva pensato a Stefano Comuzzo, che in un mondo normale, sarebbe stato il primo a dover essere contattato. Delle due l’una: o si è degli incapaci o si è in malafede».

Parole dure come pietre, quelle del tecnico triestino. Con stoccata finale: «Ho trasmesso la mia profonda amarezza al presidente regionale Adami in una telefonata, considerati i nostri rapporti di lunga amicizia, e in una lettera al presidente federale Giovanni Petrucci. Esercito un mestiere nel quale molto spesso quando le cose vanno male si viene esonerati: una simile leggerezza nella scelta del responsabile tecnico di questo programma non è molto distante da venti sconfitte consecutive».

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