Udinese “straniera” anche sulla panchina

UDINE . Nella prossima stagione anche il nuovo allenatore dell’Udinese sarà obbligatoriamente straniero.
E’ il diktat della proprietà al neo direttore sportivo bianconero Daniele Pradè, che si sta svincolando dalla Sampdoria per passare in tempi stretti all’azione agli ordini di Gino Pozzo.
Motivazione della scelta del deus ex machina friulano quella di conferire alla squadra che verrà un’impronta di gioco più moderna, accantonando quelle considerate superate degli italiani disponibili Prandelli e Donadoni.
Il mirino, al proposito, era fino a qualche giorno fa puntato sul portoghese Miguel Cardoso, cui però il presidente Campos del club di appartenenza, il Rio Ave, ha opposto i dettami di un contratto che non prevede la clausola di svincolo. Niente da fare, in sostanza, e allora si cerca altrove all’estero.
E a questo punto è lecito domandarsi: perché non Igor Tudor, vincolato all’Udinese fino al giugno 2019 e in fin dei conti capace di ottenere i 7 punti-salvezza nei quattro incontri giocati sotto la sua guida, conclusivi della passata, disgraziata stagione?
Una tifoseria esacerbata dagli ultimi deludenti campionati aveva chiesto una componente italiana più marcata nella composizione del prossimo organico ma la società, al proposito, pare stia facendo orecchie da mercante, adducendo la motivazione che sul mercato i giocatori italiani costano più di quelli stranieri. Una tendenza che tuttavia in casa bianconera è diventato un dogma assoluto ormai da parecchie stagioni.
Così, a fronte delle pressochè certe partenze dei vari Bizzarri, Nuytinck, Widmer, Jankto, Perica, Maxi Lopez e altri oggetto di richieste in Italia e all’estero, di italiani certi in organico ci saranno i soli Lasagna e Meret, il giovane portiere attualmente in prestito alla Spal e sulla quale l’Udinese punta forte, con qualche probabilità per Pezzella, mentre anche Zampano e Angella sembrano con la valigia in mano vista la loro stagione non proprio esaltante.
Possibilità poi per gli arrivi del centrocampista Mandragora e della punta Cerri, che la Juventus, che controlla i due giocatori, potrebbe girare al club friulano in cambio di Jankto e milioni, ma tutto è ancora in stand by.
Edi Fabris
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