Vertenza burocratica e a Montebello non si scommette

Da più di un mese Totalizzatore chiuso all’ippodromo di Trieste: contrasti con la Questura sull’interpretazione di un regolamento
Lasorte Trieste 13/06/16 - Ippodromo di Montebello, Gran Premio Presidente della Repubblica
Lasorte Trieste 13/06/16 - Ippodromo di Montebello, Gran Premio Presidente della Repubblica



Corse senza gioco. Cavalli regolarmente in pista una volta alla settimana, in base al calendario fissato dal ministero delle Politiche agricole e forestali che gestisce, in tutta Italia, il mondo delle corse, sia di trotto sia di galoppo, ma sportelli del Totalizzatore inesorabilmente chiusi. E il pubblico, ovviamente, si allontana sempre di più.

Nei suoi 125 anni di storia, l’ippodromo di Montebello ne ha viste di cotte e di crude, ma mai era capitato che mancasse l’elemento più emozionante per chi ama le corse dei cavalli, quello della scommessa, della puntata con la quale cercare di indovinare chi vincerà, chi si piazzerà, in sostanza di prevedere il futuro. Oramai da più di un mese, nelle giornate di corse, attorno alla pista ci sono solo gli addetti ai lavori, cioè i guidatori, i proprietari e gli addetti alle scuderie, oltre ai giudici di gara. A loro si affianca qualche sparuto amante delle corse. Ma in tribuna gli spettatori si possono contare sulla dita di una mano. Una situazione paradossale, alla base della quale sembra esserci un inghippo di natura burocratica.

«Ci manca il permesso della Questura – spiega Stefano Bovio, amministratore delegato della Nord Est ippodromi, la spa che gestisce l’impianto e tutto l’apparato delle scommesse –, un ostacolo di natura burocratica che ci impedisce di accogliere normalmente le puntate del pubblico».

In sostanza, secondo la visione della Nord Est ippodromi, la concessione ad accogliere le scommesse sarebbe in capo alla spa, soggetto giuridico gestore dell’impianto. Secondo qualche burocrate del ministero invece dovrebbe esserci anche l’indicazione di una persona responsabile per quanto concerne le scommesse. Siccome all’interno della Nord Est ippodromi spa, nel recente passato, c’è stato un travaso di quote, con l’ingresso di nuovi soci che hanno sostituito i precedenti azionisti, alcuni nomi sono cambiati. In particolare non fa più parte del novero dei soci la persona che in passato era stata indicata come responsabile delle scommesse. Questa diversa interpretazione delle norme sta ingessando l’intera struttura. E pensare che l’ippodromo di Montebello è uno dei più apprezzati a livello ministeriale, al punto che, nell’ultimo mese, più volte a Trieste si è corsa la Tris nazionale, l’evento più atteso dagli scommettitori di tutta Italia. Bovio però trova il modo di essere ottimista: «Siamo fiduciosi – dice – perché per legge l’attesa dell’emissione del permesso non può superare i 60 giorni. Inoltre – conclude –, abbiamo avuto conferme che, nelle cosiddette stanze dei bottoni, c’è la massima attenzione per il nostro ippodromo e la volontà di farci ripartire con le scommesse. Staremo a vedere cosa succederà».

Martedì è in programma una nuova riunione e gli appassionati si chiedono se troveranno gli sportelli del Totalizzatore aperti. Altrimenti, com’è accaduto nelle ultime settimane, chi vuole puntare dovrà recarsi nella sale corse e guardare, tristemente, le corse di Montebello alla televisione.—



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