Vicecampionessa del mondo: Irene è «atomica»

Nel K1 junior sui 200 metri c’è voluto il fotofinish per assegnare l’oro. La Bellan: «Gara dura ma emozioni bellissime»



Irene Bellan è vicecampionessa del mondo nel K1 junior sui 200 metri. Un mondiale ineccepibile per l’atleta dell’Ausonia Grado allenata da Andrea Tessarin, quello disputato da giovedì a domenica sul campo di gara di Pitesti, in Romania. Una stagione da incorniciare per l’atleta di Grado, attualmente la più forte a livello junior, campionessa europea tre settimane fa all’impegno continentale.

Dopo aver vinto batteria e semifinale, la Bellan si è presentata in finale contro le migliori specialiste al mondo con un biglietto da visita di tutto rispetto grazie ai crono fatti registrare nelle qualificazioni, che lasciavano presagire un risultato da podio. Partenza alle 11.40 locali, in una finale che annunciava distacchi piccolissimi; Bielorussia, Ungheria e Ucraina, oltre all’Italia, ad avere ambizioni da medaglia. In partenza era subito confronto di altissimo livello tra Leanyuk (Bielorussia), Bellan (Italia) e Rendessy (Ungheria), che staccavano seppur di poco le altre 6 finaliste. Un frullare di pagaie sulla distanza più corta del panorama canostico, con Leanyuk e Bellan che ingaggiavano una lotta furibonda per la medaglia del metallo più pregiato, con Rendessy che tentava di rientrare e doveva guardarsi dall’ucraina Dyachenko e dalla russa Elfimova. Sul traguardo era necessario il fotofinish per decretare la vincitrice, tra le due prue che passavano simultaneamente la linea del finish, con la Leanyuk che vinceva il titolo mondiale in 41”881 di solo 20 millesimi sulla Bellan, che in 41”901 conquistava, dopo il bronzo iridato del 2018, e l’oro europeo 2019, una preziosissima medaglia d’argento.

«La gara è stata durissima dal punto di vista psicologico perché ero molto tesa» le prime parole dell’atleta gradese. «Alla fine partire è stata una liberazione nervosa incredibile fino almeno ai 100 metri; da lì ho iniziato a patire la fatica, che si è accentuata ai 50 metri dalla fine. Solo dopo aver sorpassato le boe finale e aver sentito il mio numero al peso ho realizzato di essere arrivata seconda! È stata un’emozione bellissima». «Irene - il commento del suo coach all’Ausonia, Andrea Tex Tessarin. - ha completato nel migliore dei modi un percorso di crescita iniziato qualche anno fa e che l’ha fatta arrivare ai vertici mondiali nella canoa velocità nella categoria junior, e ha dimostrato un costante miglioramento fisico-atletico e soprattutto ha acquisito una capacità di gestione delle emozioni nelle competizioni che le permette di reclutare ogni risorsa a sua disposizione per fornire queste prestazioni fenomenali. Uno dei più bravi allenatori italiani l’ha definita “Atomica”: condivido appieno».

Sempre a Pitesti, Davide Franco (Canoa San Giorgio) al suo primo impegno iridato nel K2 1000 metri in coppia con Penato, accedeva alla finale A, piazzandosi al settimo posto, con un probante 3'39”558 che poneva la barca azzurra come una tra le migliori della squadra junior italiana. Davide Franco e Giovanni Penato, alla loro prima esperienza in acque iridate e dopo aver centrato un’importante finale nel K2 1000m junior, concludono in settima piazza, con il crono di 03:39.598. —

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