Yates provoca e poi crolla Viviani va a casa dopo i ko

4,5 SIMON YATES Se ti presenti alla vigilia in conferenza stampa a Bologna e dici che gli avversari dovrebbero farsela sotto dalla paura di affrontarlo e poi perdi minuti il tuo voto è un bel 4. Ma l’inglese ha talento, prova a restare nel Giro dando un segnale, si stacca sempre in salita, ma almeno combatte e non va a casa.

5,5 LOPEZ Non era arrivato per la maglia bianca di miglior giovane il colombiano, ma se la tiene stretta. È stato bersagliato dalla sfortuna, è vero, ma, dopo due podi al Giro e alla Vuelta, l’Astana era uno squadrone disegnato apposta per esaltarne le doti di scalatore. Pecca d’inesperienza. Nella penultima tappa giustificata la reazione veemente contro il tifoso che l’aveva fatto cadere, ma se non avesse perso tempo a “farsi giustizia” in fondo bonariamente da solo, magari avrebbe limitato i danni.

4,5 FORMOLO Non ci siamo, specie dopo il secondo posto alla Liegi Bastogne Liegi. Perché se arrivi 15° a 22’38” dalla maglia rosa vuol dire che non sei ancora un corridore da top-five. È simpatico, scherza, non se la tira, insomma è un personaggio. Ma per fare i risultati non basta essere simpatici.

5 VIVIANI Dopo il poker 2018 in cui salvò il bilancio dell’Italbici stavolta non gli riesce il bis. Non arriva in grande condizione, trova avversari ottimi (Ackermann, Demare ed Ewan), s’innervosisce troppo quando il Var gli toglie l’imperiosa volata di Orbetello. Torna a casa prima delle montagne, non è l’ultimo, non sarà l’ultimo velocista a farlo. Con una maglia gialla dopo la prima volata del Tour de France a Bruxelles, ben venga il ritiro penserà lui in barba ai critici.

5 BAHRAIN Eccessivo? Beh, se hai il corridore italiano più forte e non lo “copri” per il Giro con tutte le armi che hai (Mohoric, Theuns?) e poi te lo pasci pure scappare nel 2020 meriti l’insufficienza. “Responsabilità oggettiva” poi per il gregario, Koren, cacciato dal Giro per sospetto doping. Uno stantuffo così è mancato allo Squalo. Se poi si aggiunge il boss sloveno Erzen sotto osservazione dell’Uci...

3 KOREN come Bozic, ds Bahrain e Durasek della Uae. Il ciclismo tenta di tirarsi fuori dalla melma e risultare credibile, le squadre spendono fior di quattrini per restare nel grande ciclismo e ci sono corridori che finiscono ancora nell’occhio del ciclone. Si corre in 8 nei grandi giri, perdere un gregario così fa male...

5 RAI C’è la solita enorme, spropositata quantità, ma la qualità a volte viene meno. Garzelli se la cava egregiamente come commentatore, come aveva fatto Ballan alle classiche, in moto il Falco Savoldelli però era di un’altra categoria rispetto al Commissario Saligari. Il Processo alla Tappa? Poco processo, come purtroppo accade da qualche anno. E poi se gli uomini dei box Giovannelli e Rizzato se la cavano con le lingue perché scomodare interpreti che non conoscono i termini ciclistici?

5 PERCORSI Immaginate il Giro con una tappa di montagna nelle prime due settimane e un altro arrivo in salita tosto anziché i “cavalcavia” di San Martino di Castrozza o Anterselva... Quanto al Gavia al ciel non si comanda.

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