Zerial ottiene il pass per la semifinale

Il giovane azzurro è ambizioso e si mostra sicuro: «Voglio arrivare fino in fondo»
TRIESTE
Procede inarrestabile la marcia della canoa azzurra alle Olimpiadi di Pechino che dopo la finale conquistata lunedì dal K4 di Luca Piemonte e dal K2 maschile e la semifinale del K4 femminile, promuove martedì pomeriggio (ora di Pechino) Josefa Idem in finale, grazie al primo posto in batteria, il K2 di Andrea Facchin e Antonio Scaduto, che dopo l’ottima prova di lunedì sui 1000 metri, accedono direttamente anche alla finale del K2 500 metri conquistando il terzo posto in batteria dietro Germania e Francia, e il K2 femminile 500 metri di Stefania Cicali e Fabiana Sgroi che giungendo seste passano in semifinale.

Eccellente la prestazione del triestino Michele Zerial nel K1 500 metri, si piazza al terzo posto accedendo così di diritto in semifinale. 21 anni, argento agli Europei a maggio, alla sua prima esperienza olimpica, Zerial è considerato l’astro nascente della canoa azzurra, l’erede dichiarato di quell’Antonio Rossi che lunedì si è preso il lusso a 40 anni di conquistare un’ennesima finale olimpica. E’ un talento naturale il canoista triestino che sa quel che vuole, una voce solista fuori dal coro della canoa azzurra, uno splendido amalgama di fisico e intelletto che produce argento a Milano, passa a volo d’uccello su un Europeo under 23 che non è riuscito (per fortuna) a distrarlo dall’obiettivo massimo per un atleta: i Giochi olimpici.

Lui piazza una prima zampata in una batteria, la più veloce delle quattro di qualificazione. Non sono solo i muscoli che fanno l’atleta, lo sguardo di Michele Zerial è quello di un uomo deciso, che ieri mattina è partito come una furia. «Non conosco nessuno...Non voglio sapere nulla degli avversari...Penso solo ad andare più veloce possibile» - aveva confidato in un’intervista prima della partenza per Pechino. E così è stato. Zerial non ha guardato in faccia a nessuno e al via è esploso dai blocchi di partenza, in quell’acqua 3, in centro al campo di gara, dove se non parti forte ti becchi le scie degli avversari. Un colpo di fucile avrebbe potuto fare altrettanto, con il proiettile rosso del suo nuovo Nelo (il nuovo scafo che il cantiere portoghese gli ha costruito su misura) che solcava l’acqua dello Shuny Park.

«Sono partito forte perché non avevo idea di quanto forte potessero andare gli altri» - ha detto Zerial raggiunto in camera prima di entrare sotto la doccia. Il tono è quello dell’atleta soddisfatto di se stesso, e se la calma olimpica non è un luogo comune, è quella che ti viene in mente ad ascoltarlo: «Dopo i primi 100 metri ho staccato il colpo in acqua. Non volevo frullare (tenere un ritmo alto di colpi) ma curare il colpo». Al primo intertempo ai 250 metri Michele è secondo a 65 centesimi dal canadese van Koeverden e davanti al norvegese Larsen, meglio di lui nelle altre batterie erano partiti solo l’ungherese Vereckei (1° nella terza batteria) e il francese Hybois (4° nella seconda qualificazione). «A metà gara mi son visto secondo e siccome si qualificavano sei in semifinale, gli ultimi 200 metri ho controllato la gara.

Sono sceso sotto gli 1’37”,un buon tempo». Sul traguardo Zerial era preceduto da Canada e Norvegia, facendo registrare il 7° tempo assoluto. «Non vuol dire nulla. Ne passavano sei e qualcuno, soprattutto tra quelli forti, potrebbe essere rimasto al coperto. Giovedì questo non sarà possibile, perché dalla semifinale passano solo tre». Tre semifinali che promuoveranno i nove finalisti olimpici del K1 500. Michele Zerial sarà opposto a Samoa e Nuova Zelanda, Cina, Argentina e poi, oltre a lui, gli altri quattro candidati più pericolosi: «Siamo in cinque a giocarci i tre posti, il britannico Brabants che va fortissimo e ha il 4° tempo, lo svedese Gustafsson con il 6° tempo, e poi il tedesco Ems e il polacco Twardowsi, a mio avviso temibili, che secondo me si sono risparmiati nelle qualificazioni».

Come sono le condizioni del campo? «Al mattino il vento è a favore e le corsie sono uniformi, non ce ne sono di favorite. Al pomeriggio verso le 15, il vento gira e si mette al traverso leggermente contrario, in quel caso la corsia 1 e 2 sono le più protette». Giovedì in semifinale (ore 15,40 di Pechino) quelle corsie saranno occupate da Samoa e Nuova Zelanda, già battute da Zerial in batteria, mentre al centro campo l’acqua ribollirà per la bagarre nella conquista di tre preziosissimi posti per una grande finale.


Maurizio Ustolin
Argomenti:olimpiadicanoa

Riproduzione riservata © Il Piccolo