Zoratti: «Ufm in campo con grande equilibrio Ma non è ancora finita»

MONFALCONE. Prima il piacere...e poi il proprio dovere. Domenica dei tanti ricordi e dalle fortissime emozioni per il nocchiero dell'Ufm Giuliano Zoratti: prima una targa di riconoscenza per la sua lunga militanza sulla panchina gradiscana, quindi la partita - scontata ma non troppo - e l'interminabile attesa per il risultato della Triestina con tanto di gioia irrefrenabile smorzata in qualche giro di lancette dallo sconforto. Roba che passa subito, giusto il tempo di metabolizzare ruoli, gerarchie e prospettive immediate. «Queste testimonianze d'affetto fanno piacere, vuol dire che hai lasciato qualche cosa di importante. Tutto è scomparso al fischio d'inizio, poi ognuno per la sua strada con la rivalità sportiva a separare il passato dal presente: temevamo questa Ism capace di mettere assieme 23 punti nel ritorno e non abbiamo fallito l'approccio. Nella seconda frazione, con due reti di vantaggio - spiega le proprie scelte tattiche Zoratti - ho preferito una retroguardia più imbottita per contenere e ripartire utilizzando un 5-3-2 speculare al loro schieramento: ognuno dei miei ragazzi doveva avere un punto di riferimento preciso, quando eravamo in fase di possesso talvolta non siamo riusciti a giostrarla con tranquillità ma almeno non abbiamo corso alcun rischio: i tre centrali Visintin, Cussigh e Strussiat mi potevano inoltre assicurare la massima copertura nel gioco aereo». Se la prima firma al "Colaussi" è stata d'autore (quindicesimo sigillo stagionale), la seconda è stata una piacevole novità: «Felicità e soddisfazione per la mia prima marcatura in Eccellenza che ha contribuito a questa vitale affermazione esterna - parla il tuttofare Nicholas Miraglia - che logicamente si scorna con l'amarezza nell'immediato dopo gara. Il mister mi ha ridato fiducia dopo lo scampolo di giovedì chiedendomi prima di stare molto largo e di attaccare gli spazi e successivamente di abbassare il raggio d'azione per assicurare più copertura alla difesa. E dai pochissimi affondi che ho compiuto in una seconda frazione a mio avviso bruttina e noiosetta, anche per la nostra esigenza di narcotizzare la partita, penso sia stato palese». Lasciando stare l'estetica e badando al sodo l'Ufm è stata praticamente perfetta, è mancata solamente la ciliegina sulla torta: colpa dell'estremo di casa Conchione e di quella maledetta traversa che nel finale hanno negato l'urlo del primo gol a Bogar, molto ma molto presto il capitano potrà gioire per qualcosa di immenso. Scommettiamo?
Matteo Marega
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