L’Intelligenza Artificiale diventa un Golem a San Giusto

Oggi la piéce di Diana Höbel che ripercorre la storia delle mitiche creature viste in un futuro prossimo come macchine creatrici 
Federica Gregori



Un'attrice-androide che calca i palcoscenici a fianco di colleghi umani: futuro o realtà? Passato, visto che in Giappone l'interprete-robot Geminoid F recita Čechov da ben dieci anni, sempre più elaborata e sofisticata. Potrà mai il facsimile superare il modello umano? Solleva interrogativi inquietanti declinati però in accenti divulgativi e divertenti "Golem, creatura creante", lo spettacolo in scena oggi alle 21 al Castello di San Giusto per Triestestate (ingresso libero, consigliata la prenotazione). Sul palco, l'autrice Diana Höbel, in un monologo che prende il via dall'antico mito del Golem per arrivare all'Intelligenza Artificiale e «alle "creature" che sono ormai in grado di creare».

Originali le musiche, composte interamente tramite programmi di Intelligenza Artificiale che hanno interagito con tre compositori in carne e ossa, Valerio Orlandini del Conservatorio di Firenze, Nicola Straffelini e Claudio Rastelli. «Per il testo, invece - spiega Höbel - mi sono avvalsa della collaborazione di Stefano Ruffo (direttore uscente di Sissa, ndr) e di Alessio Ansuini di Area Science Park che mi hanno aiutata a capire ad esempio il "machine learning", in che modo apprendono e vengono istruite queste macchine creatrici, o qual è il ruolo del programmatore». La parte meccanica/cyborg affidata al suono fa da sfondo all'attrice che ripercorre la storia del Golem in una carrellata dal Mito alla realtà. «Nel mito ebraico - sottolinea - nasce come figura forgiata dall'uomo per avvicinarsi a Dio e che, non dotata di sessualità, non poteva procreare e finisce, oggi, con l'essere invece in grado di generare, perché le Intelligenze Artificiali, gli odierni Golem, sono in grado di creare in maniera autonoma dall'essere umano». Nel mezzo Höbel racconta i tanti Golem-androidi della letteratura e del cinema, dal cult espressionista "Der Golem" del 1915 ai replicanti di Philip K. Dick in "Blade Runner" di Ridley Scott. Prodotto dagli Amici della Musica di Modena per Festivalfilosofia, lo spettacolo fa dialogare teatro, musica e mondo scientifico aprendo domande sui prossimi sviluppi dell’I.A. —

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