«Non fa solo hockey» il Comune sfratta l’Edera da via Boegan

Contestato un corso di taekwondo non preventivamente autorizzato. L’avvocato Kostoris pronto a ricorrere al Tar
Di Piero Rauber
Lasorte Trieste 28/11/10 - Via Boegan, Hockey in Line, Finale Coppa Europea, Edera Trieste Grenoble, Partita
Lasorte Trieste 28/11/10 - Via Boegan, Hockey in Line, Finale Coppa Europea, Edera Trieste Grenoble, Partita

Non solo hockey nel “pallone” di via Boegan. Pure taekwondo. Non la più famosa delle arti marziali, ma pur sempre una nobile disciplina olimpica. Il fatto è che, in questo caso, la polivalenza di un impianto sportivo, anziché costituirne un titolo di merito, diventa un problema. Una grana tale da indurre il padrone di tale impianto, nella fattispecie il Comune, a “sfrattare” il sodalizio che lo gestisce in concessione, nella fattispecie la gloriosa Edera. Ieri la giunta Cosolini ha approvato una delibera che sancisce appunto la rescissione del patto di gestione del PalaFoschiatti. “Edera, sei fuori”, direbbe Briatore. “Per giusta causa”, dice l’amministrazione cittadina. “Altro che giusta”, dice di rimando la società presieduta da Roberto Florean, che per voce dell’avvocato Alberto Kostoris dà sostanzialmente per scontato un ricorso al Tar non appena - ed è questione di ore - tale delibera finirà pubblicata all’Albo pretorio.

In Municipio la linea politica - che compete non a un assessore qualunque bensì a Roberto Cosolini in quanto autodelegato allo Sport - è quella del “no comment”. La fredda lettura tecnica la spiega il direttore del servizio Sport Adriano Dugulin: alla base dello sfratto c’è il mancato pieno rispetto delle clausole che regolano la concessione. L’Edera, sostiene appunto l’amministrazione municipale, avrebbe dovuto chiedere preventivamente al padrone di casa l’autorizzazione a fare altro che non sia hockey, l’attività per la quale ha ottenuto la concessione. E il taekwondo - di cui il club di Florean ha ospitato senza permesso un corso nell’impianto di via Boegan - non è hockey. Morale: è l’ora della rescissione immediata. Siamo davanti all’«ultima di una serie di circostanze precedentemente non contestate», precisa Dugulin, il quale ricorda di essere a capo del servizio Sport «da meno di un anno» e che sta «cercando di capire come stanno le cose». C’è anzi - fa capire - un preciso input politico allo stesso servizio Sport che prevede «un iter di controllo a tutela del rispetto di quanto stabilito dal Comune nelle concessioni in atto alle società sportive, che non riguarda solo l’Edera». Conclusione del dirigente del Municipio: «Non esiste alcuna soluzione vessatoria verso un sodalizio che peraltro compie nel 2014 110 anni di storia». Eppoi «ci sono dei rapporti molto distesi, improntati al massimo rispetto, tra il dirigente del servizio Sport e il presidente della società in questione».

La verità dell’Edera - sostiene l’avvocato Kostoris per conto di Florean - è che «c’è una società concorrente che ha messo gli occhi su quest’impianto da due anni a questa parte e sta tentando di subentrarvi, nonostante ci fossimo resi disponibili a darle degli spazi di cui aveva bisogno per gli allenamenti». Il riferimento è alla Tergeste, che in questi mesi più volte ha lamentato l’assenza di strutture per coprire la sua crescente attività di hockey in line a fronte di un’Edera che dopo i recenti fasti nazionali ed europei ha dovuto ripiegare sul settore giovanile. «È vero - chiude Kostoris - che l’Edera ha affittato per un breve periodo, e per tre ore la settimana, l’impianto a una società di taekwondo. Se anche l’Edera avesse fatto una violazione, ed è già discutibile che l’abbia fatto, non riteniamo ci siano gli estremi per la revoca della concessione. Basti pensare, ad esempio, che ci sono altri concessionari di altri impianti che lasciano buchi da centomila euro in bollette non pagate, mentre su tale fronte noi siamo in regola, cui non viene revocata alcuna concessione».

@PierRaub

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