La ministra fa ritorno “a casa”. In Istria

POLA. «Sono istriana. E me ne vanto». Un ministro istriano nel governo croato non fa notizia ma in quello italiano certamente sì. Beatrice Lorenzin, titolare della Salute nel governo Renzi, ha le radici a Medolino dove è nato il papà, esule dal 1947, e ne è orgogliosa. Il ministro lo ha detto subito nell’incontro con i rappresentanti istituzionali della Comunità nazionale italiana che, sabato sera, sono accorsi a Pola per incontrarla.
All’appuntamento c’era anche il ministro croato del Turismo, Darko Lorencin, che è cugino di terzo grado di Beatrice ed è pure lui originario di Medolino: decisamente curioso che una località così piccola abbia “generato” due ministri quasi coetanei in due Stati diversi.
Non solo legami familiari, però. Lorenzin, reduce dalla visita a Gorizia, è infatti venuta a Pola per illustrare ai vertici di Regione istriana, Comune e Unione italiana quella che ha definito «la prima direttiva comunitaria di carattere sociale», ovvero l’assistenza sanitaria transfrontaliera: «È una grande opportunità per tutta l’Europa e consentirà ai pazienti di accedere più liberamente verso i luoghi di cura di eccellenza» ha spiegato. E ha subito aggiunto: «Tale direttiva consentirà di concentrare le forze e di far circolare di più le informazioni e le best practice in caso ad esempio di malattie rare o patologie molto complesse».
Non è ovviamente mancato chi ha chiesto al ministro la possibilità di instaurare una corsia preferenziale per gli istriani in direzione degli ospedali d’eccellenza che si trovano nel Nord Italia. Lorenzin ha risposto che tutto dipenderà dalla capacità e dalla volontà dei Paesi coinvolti di stipulare appositi accordi. Al riguardo, in riferimento alla prossima costruzione dell’ospedale di Pola, il presidente della Regione istriana Valter Flego ha espresso il desiderio di poter avviare una collaborazione con l’ospedale triestino di Cattinara. Il ministro croato Lorencin, invece, ha auspicato collaborazioni scientifiche in campo medico. Ha sottoscritto e rilanciato il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Paride Cargnelutti, presente nella delegazione italiana guidata dal coordinatore regionale di Nuovo centrodestra Isidoro Gottardo, mentre l’eurodeputato Antonio Cancian ha esortato l’Istria e l’intera Croazia a usufruire con decisione e incisività dei fondi comunitari
In un incontro separato i presidenti dell’Unione Italiana Furio Radin e della Giunta esecutiva Maurizio Tremul hanno illustrato agli ospiti la posizione della Comunità italiana soffermandosi sui problemi della scuola e sulla lacunosa applicazione delle norme sul bilinguismo. Da Pola, gli ospiti si sono trasferiti a Rovigno, al Centro di Ricerche Storiche dove sono stati accolti dal direttore Giovanni Radossi, dal vicesindaco Marino Budicin e da altre autorità. (p.r.)
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