Niente casinò all’interno della fortezza di Sebenico

SEBENICO. È una delle prove provate del dominio della Serenissima lungo il versante orientale dell’Adriatico e in futuro manterrà l’aspetto originale, senza venire “ornata” da casinò e locali vari. Parliamo della fortezza di San Nicola, “sentinella” posta all’entrata del canale di Sant’Antonio, nelle vicinanze di Sebenico. In base al nuovo studio dei conservatori sebenzani, che hanno in pratica sconfessato il documento firmato da loro stessi nel 2008, il forte di San Nicola, posto nell’isoletta di Ljuljavac, non sarà dotato di casinò, bar, parco archeologico e centro informativo dei vicini parchi nazionali delle Incoronate e del fiume Cherca. La storica struttura sarà sottoposta a minimi interventi di restauro e consolidamento, quindi collegata al lungomare del canale di Sant’Antonio, inaugurato un paio d’anni fa, venendo pertanto aperta a sebenzani e turisti. «Vogliamo valorizzare la fortezza – è quanto dichiarato da Anita Baba„i„ Ajduk, direttrice dell’Istituto sebenzano per la tutela dell’Ambiente – e per farlo ci impegneremo affinchè conservi l’antico aspetto». La Baba„i„ Ajduk ha precisato che diversi contenuti turistico–ricreativi riguarderanno un’area dismessa e riguardante l’ex caserma militare Minerska. «È qui che i nostri concittadini e i vacanzieri potranno fruire di numerosi servizi, mentre la fortezza di San Nicola potrà essere normalmente visitata, mostrandoisi in tutta la sua pluricentenaria bellezza». Costruito su progetto di Gian Girolamo Sammicheli tra il 1540 e il 1547, il forte era inteso quale protezione di Sebenico ed è attualmente inserito nella lista dei monumenti storico–architettonici, in regime di speciale tutela. Negli anni scorsi l’imponente, maestosa costruzione ha subito forti danni che hanno riguardato il suo basamento. Per tanto tempo i “datoleri” del posto, ossia i raccoglitori di datteri di mare, hanno minato le fondamenta della fortezza, rompendo enormi blocchi di pietra per estrarre il delizioso bivalve. (a.m.)
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