Il Friuli Venezia Giulia riserva indiana degli statali

I dipendenti pubblici salgono a quota 85.610 mentre calano nel resto d’Italia. Rispetto al 2013 si contano 246 in più. Ma regionali, comunali e provinciali perdono 341 posti in un solo biennio
L'ingresso a un reparto ospedaliero
L'ingresso a un reparto ospedaliero

Sempre più insegnanti e ausiliari, colonnelli e marescialli, medici e addetti vari nelle strutture ospedaliere. Mentre il comparto unico riduce i ranghi, scuole, forze armate e servizio sanitario regionale trascinano la ripresa dei dipendenti pubblici in Friuli Venezia Giulia. Già nel 2012 c’era stata una risalita, primo segnale di inversione di tendenza dal 2008. Nel 2013 il nuovo trend è consolidato: rispetto all’anno precedente si contano 246 statali in più.

L’esercito della Pa tocca quota 85.610. Un dato complessivo che conferma la nostra come regione decisamente pubblica: un friulgiuliano su 14 lavora nel settore statale, quello con il posto fisso quasi assicurato: gli inquadramenti stabili sono infatti 79.150, il 92,4%.

Il dossier Puntuale come Natale e Capodanno, arriva il Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, fotografia regione per regione, comparto per comparto della consistenza e dei costi del personale della pubblica amministrazione in Italia. Documento ufficiale, tra l’altro, poiché costituisce fonte di informazioni per le decisioni istituzionali in materia di pubblico impiego.

In controtendenza La fresca pubblicazione segnala un Fvg in controtendenza rispetto al paese. Nel 2007 la Pa italiana contava 3.419.513. Nel 2013 si è scesi a 3.223.639 (-5,7%). Nello stesso periodo il calo in regione è stato inferiore (-3,4%), ma soprattutto si assiste a una ripresa della statalizzazione negli ultimi due anni. Tutto il contrario della sintesi nazionale fatta dalla Ragioneria: «Il comparto che più ha contribuito alla riduzione del personale è la scuola, ma la variazione negativa ha interessato tutti i comparti». In Fvg, invece, è proprio la scuola, con le forze armate, a segnare l’impennata più netta.

Lo storico La discesa in Fvg era iniziata dal 2001 quando nel pubblico operavano 89.964 lavoratori. Nel 2004 erano 88.100, nel 2005 nuovo rialzo (90.216), quindi sempre un calo, eccezione fatta per il 2008 (88.839) rispetto al 2007 (88.628). Nel 2012 altra crescita: dagli 85.261 del 2011 a 85.364 (+103). Nel 2013 – somma di 38.962 uomini (45,5%) e 46.648 donne (54,5%) –, con 246 new entry, si arriva appunto a 85.610. Numeri all’insù dal 2012 al 2013 sono anche quelli di Val d’Aosta, Lombardia, Provincia di Trento, Lazio, Sardegna e Basilicata.

I comparti Il settore dell’istruzione (il 24% del totale, 243 addetti in più dal 2012 al 2013, la solita stragrande maggioranza di donne: 16.582) rimane il più rappresentato nel pubblico impiego regionale. Segue la sanità: 20.473 persone in aziende sanitarie, ospedali e distretti. La sorpresa, alla luce delle ripetute denunce del sindacato, è anche in questo caso la crescita rispetto all’anno precedente: +172. Al terzo posto regionali, provinciali e comunali del comparto unico: sempre in tanti (14.581) ma sempre meno (erano 14.678 nel 2012 e 14.922 nel 2011. In sostanza, in un solo biennio, si sono persi 341 posti.

L’esercito Si contano a migliaia anche i “pubblici” dei corpi di polizia, dell’università, dei ministeri e delle Forze armate. Ufficiali e soldati semplici si confermano una presenza ancora molto attiva: se infatti i dipendenti pubblici regionali rappresentano il 2,7% del totale del paese, uomini e donne dell’esercito del Fvg sono percentualmente il 6,4% dei 184.477effettivi italiani.

In calo I militari (+243) sono il terzo e ultimo comparto in crescita. I corpi di polizia segnano -122 (da 8.146 a 8.024) e i Vigili del fuoco -13 (da 973 a 960). Ma riducono la loro presenza anche i ministeriali (da 2.631 a 2.571), le agenzie fiscali (da 1.481 a 1.476), le università (da 2.700 a 2.655), gli enti di ricerca (da 418 a 414). Ci sono anche meno magistrati (da 212 a 204), personale della presidenza del Consiglio dei ministri (da 11 a 9) e di carriera prefettizia (da 25 a 24). All’ingiù pure gli enti articolo 60 (servizi di pubblica utilità, da 371 a 367).
 

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