Sbloccato il Sin, ripartono le bonifiche

Le bonifiche ripartono. Potranno riprendere a giugno, secondo il presidente dell’Ente zona industriale Stefano Zuban, le procedure di caratterizzazione dei terreni compresi nel Sito inquinato di interesse nazionale ed entro sei mesi presumibilmente un altro 30% di quelli che fanno parte dell’Ezit potranno essere restituiti agli usi legittimi, rendendo di conseguenza possibili nuovi insediamenti o ampliamenti delle aziende esistenti. È la conseguenza del Protocollo tecnico definito dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) e approvato dal ministero dell’Ambiente sui cosiddetti “test di cessione”, le prove simulate di rilascio di contaminanti che devono essere eseguite prima della caratterizzazione. Come ha rilevato ieri anche la Regione in una nota, «le procedure di bonifica erano rimaste bloccate a causa della difficoltà di applicazione delle norme entrate in vigore nel 2013». «Ora però grazie al Protocollo - ha specificato Zuban - molti passaggi possono venir saltati tra cui l’obbligo di dover bandire una gara europea. Sostanzialmente dunque si potrà rapidamente passare alla caratterizzazione e nel giro di 6-7 mesi un ulteriore 30 per cento delle aree Ezit potranno essere svincolate ed aggiungersi a quel 25% che è già stato restituito agli usi legittimi».
«Le procedure sono state sbloccate - rileva la Regione - grazie all’intervento dell’Arpa dopo un confronto con i soggetti interessati e con il ministero dell’Ambiente». «Siamo di fronte - l’osservazione fatta dall’assessore all’Ambiente Sara Vito - a un ottimo esempio di come l’Arpa, nel suo ruolo di ente di controllo, possa operare di concerto con la Regione e con le altre istituzioni per coniugare crescita e tutela dell’ambiente in Friuli Venezia Giulia». Per verificare l’attuabilità del Protocollo, l’Arpa e l’Ezit hanno concordato di eseguire in via sperimentale i “test di cessione” nelle aree di proprietà dello stesso Ezit nella Valle delle Noghere, per poi estenderli all’intero Sin. Il Protocollo sarà trasmesso a tutti i soggetti interessati che potranno anche usufruire di una task force dedicata messa in campo da Arpa. «Restano escluse da questa situazione - specifica Zuban - l’area Teseco (che ha in progetto tra l’altro un terminal traghetti nei pressi del Canale navigabile) e quella della Ferriera di Servola».
«Il riavvio delle procedure di bonifica del Sin di Trieste - ha commentato il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello - conferma l’impegno di questa regione per rilanciare lo sviluppo del manifatturiero in Friuli Venezia Giulia e a Trieste in particolare. Un impegno che, accanto alla legge “Rilancimpresa Fvg” coinvolge trasversalmente tutte le competenze della Regione». A Trieste il peso dell’industria sul Pil è al di sotto del 10 per cento per cui il commento più soddisfatto non può essere che quello del sindaco Roberto Cosolini che ha ringraziato la Regione per l’impegno sulle bonifiche «per le quali - ha specificato - sembra finalmente giunta la svolta decisiva grazie al gioco di squadra fatto tra Regione, Comune, Ezit e Arpa che hanno dimostrato di avere a cuore il rilancio dell’economia di questa città. Le bonifiche per Trieste - ha aggiunto Cosolini - rappresentano sicuramente un’opera di grande valore strategico per promuovere lo sviluppo economico, per rafforzare l’attrattività territoriale e contrastare i processi di deindustrializzazione». Un pericolo, quello della deindustrializzazione, più volte denunciato sia dal fronte sindacale che da Confindustria. Il salvataggio della Ferriera e di Alcatel dovrebbe contribuire a fermare l’emorragia, mentre la stessa Ezit ha recentemente acquistato gli edifici dell’ex cotonificio Olcese per permettervi l’insediamento di aziende hi-tech anche in collegamento con i centri di ricerca presenti sul territorio.
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