Il Mini Mose al Villaggio del Pescatore è in stallo, sos alla Regione

DUINO AURISINA. Il mini Mose al Villaggio del Pescatore per ora non si fa. È operativa ed efficace la barriera provvisoria, per quella definitiva, cioè il mini Mose, si vedrà. Questa la conclusione alla quale si è giunti ieri, al termine della seduta che la Commissione Trasparenza del Comune di Duino Aurisina, convocata dal presidente dell’organo di vigilanza, Massimo Romita, capogruppo del Pdl, ha dedicato al tema. «È il patto di stabilità - è stato spiegato dai tecnici del Comune - a bloccare i movimenti dell’amministrazione», «la cui attenzione sull’opera - ha ribadito l’assessore Andrej Cunja - rimane peraltro assoluta». Due le alternative per superare l’ostacolo. Aumentare le tasse a carico dei residenti nel Comune, per avere maggiori risorse a disposizione, «ma non abbiamo alcuna intenzione di farlo - ha confermato l’assessore Lorenzo Corigliano - perché non è questa la politica della nostra maggioranza», oppure far subentrare la Protezione civile regionale al Comune di Duino Aurisina nel ruolo di stazione appaltante. «Va in questa direzione la lettera inviata dal sindaco, Vladimir Kukanja, alla Direzione della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia - è stato ricordato - che però finora non ha ottenuto risposta».
«La serie di argomentazioni non ha soddisfatto Romita: «Giudichiamo insufficiente la corrispondenza intrattenuta fra questa amministrazione e la Regione, che continua a latitare - ha sottolineato - inoltre l’affollata pubblica assemblea svoltasi a dicembre al Villaggio del Pescatore ha evidenziato una situazione che porta a ipotizzare inadempimenti e omissioni da parte della giunta e degli uffici. Chiedo perciò - ha concluso il capogruppo del Pdl - siano invitati in Comune, per un’audizione sull’argomento, gli assessori regionali Paolo Panontin e Sara Vito». Una dichiarazione che ha provocato la severa reazione di Walter Ulcigrai, consigliere della lista Kukanja: «Invito il consigliere Romita, se veramente in possesso di documenti che attestino la sussistenza di inadempimenti e omissioni - ha osservato - a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Non accetto - ha aggiunto - che si facciano simili ipotesi nella lettera di convocazione per le sedute della Commissione». Corigliano si è subito affiancato a Ulcigrai: «Se esistono ipotesi di questo tipo - ha detto - un consigliere ha l’obbligo di presentare un esposto, anche perché la Commissione Trasparenza non può trasformarsi in una d’inchiesta. Sarò io piuttosto - ha proseguito l’assessore - a presentare un esposto, allegando la convocazione, nella quale si affermano cose palesemente false. Non si possono accusare gli uffici che hanno sempre lavorato al meglio».
Michele Moro, capogruppo del Pd, ha dapprima chiesto di sapere se ci siano richieste rimaste inevase di accesso agli atti sul mini Mose, ottenendo una netta risposta negativa dagli uffici. Poi ha spiegato di «non essere contrario a una revisione del progetto del mini Mose, perché il piano attuale - ha precisato - presenta una spesa che complessivamente sfiora i 900mila euro. Apprezzo la cautela della giunta davanti a un utilizzo di soldi pubblici così importante - ha detto - anche se un maggiore dinamismo nella gestione del problema non guasterebbe. Riformulando il progetto si potrebbe spendere meno. In ogni caso - ha concluso il capogruppo del Pd - non mi sembra ci sia un immediato e reale pericolo di morte dovuto alle conseguenze dell’alta marea, perciò non ci sono le condizioni per chiedere, a proposito del mini Mose, la qualifica di opera di somma urgenza». Dello stesso avviso Cunja: «Per ora le barriere di sicurezza idraulica provvisorie - ha ricordato - hanno svolto appieno la loro funzione». Andrea Humar, consigliere del Pdl, si è posto il problema di quanto potrà durare l’efficacia dell’intervento provvisorio, specificando che «dire che non è pericoloso mi sembra azzardato».
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