Fasiolo: «Continua il mio pressing per ottenere la fiscalità di vantaggio»

Sulla fiscalità di vantaggio e l’eventuale creazione di una zona franca urbana la senatrice del Pd Laura Fasiolo non intende mollare. Anzi. Il suo pressing nei confornti del Governo Renzi è costante. E chi la conosce sa che la sua determinazione non conosce cedimenti. «Sabato 16 tornerò alla carica con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che sarà a Trieste per partecipare a un convegno pubblico», afferma la parlamentare isontina. Ma se ciò non basta, Fasiolo sta marcando stretto anche il viceministro dello stesso dicastero, Enrico Morando, al quale ha chiesto un incontro. «Ci siamo visti nei giorni scorsi a Palazzo Madama dove è in corso la discussione sulle banche di credito cooperativo. Appena concluso questo iter - mi ha assicurato - ci incontreremmo per affrontare questo argomento».
Quello della fiscalità agevolata è un tema molto sentito nell’Isontino e a Gorizia in particolare. Ciò a fronte di una situazione oggettivamente difficile per molti imprenditori che devono fare i conti con una concorrenza agguerrita che proviene dalla vicina Slovenia dove la mano del fisco non è pesante come in Italia. E non si parla soltanto dei gestori delle pompe di benzina, ma anche di un comparto industriale in costante affanno.
Un dato su tutti, come ebbe modo di sottolineare nel corso di un convegno sull’argomento svoltosi non più di tre mesi fa a Gorizia la presidente proviniale delle Acli goriziane, Silvia Paoletti: la pressione fiscale in Italia è superiore al 50%, mentre in Slovenia, ma anche in Austria, si va dal 25 al 27%. Praticamente la metà. E quello dell’istituzione di una zona franca urbana può rappresentare una sorta di scudo per gli imprenditori locali. Un provvedimento che non deve essere visto come un ritorno al passato, ma un mezzo per non assistere alla chiusura di numerose imprese, piccole e medie che siano. Insomma, si trattadi contenere il gap fiscale nei confronti della Slovenia individuando misure capaci di salvare l’economia goriziana e magari di farla ripartire stimolando nuovi investimenti come già fatto in altre zone disagiate del Paese. Uno di questi strumenti, secondo la senatrice dem è appunto la creazione di una zona franca urbana ad hoc per tutto il Goriziano.
Domenico Diaco
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