Caso ex Detroit, portati via anche gli arredi della mensa

Consiglio infuocato a Premariacco. L’opposizione: «Fuori le fatture e i bonifici» Il vicesindaco Zuccolo: «Arredi di valore zero». L’amarezza dei sindacati
Di Luca Perrino

RONCHI DEI LEGIONARI. Hanno arredato l’ufficio del sindaco, Roberto Trentin, quello della giunta, l’Ufficio tecnico e l’Archivio municipale. Sono i 58 “pezzi” donati dall’assessore al Personale, Vincenzino Durì, al Comune di Premariacco e appartenuti all’ex Detroit Refrigeration di Ronchi dei Legionari. Non sono i soli ad aver preso la strada del Friuli. Dall’azienda ronchese sono stati prelevati, ma non sono nell’elenco trasmesso dallo stesso Durì, anche gli arredi della mensa che, ben presto, visto che sono “parcheggiati” in un magazzino, attrezzeranno le sedi dell’Associazione nazionale alpini e dell’Azzurra calcio, sempre a Premariacco. Elementi che fanno parte di un’operazione condotta dalla municipalità friulana che non convince il gruppo di opposizione “Per Premariacco”, il quale, ieri mattima in consiglio, per voce del capogruppo, Rocco Ieracitano, ha esposto una lunga interrogazione, alla quale ha dato risposta il vicesindaco, Dolores Zuccolo.

È stata una seduta infuocata, nella sala dedicata a monsignor Pizzoni, che ha visto i rappresentanti del governo paesano difendere ogni dettaglio di quest’operazione e quelli dell’opposizione accusare sindaco e giunta di poca trasparenza e poca correttezza. Ciò che non convince è la conseguenza temporale degli atti e il fatto che nell’atto depositato dall’assessore Durì manchino gli arredi della cucina. Zuccolo ha ricordato che si tratta di tavoli, sedie, scrivanie e scaffalature a valore zero, che gli operai comunali sono stati impiegati nell’ambito delle loro mansioni e a dar loro man forte sono stati alcuni volontari delle associazioni. «Siamo di fronte a un accanimento dell’opposizione - ha detto il sindaco Trentin - che tenta di strumentalizzare la donazione anche per un atto di terrorismo nei confronti dei nostri dipendenti. Forse chi oggi è dall’altra parte ed è stato sindaco per molto tempo non si ricorda di analoghe operazioni fatte in passato. Ma allora non erano richiesti tanti atti e certificazioni». Una battaglia politica che si consuma alle spalle di quei lavoratori, ieri rappresentati dall’ex Rsu, Ivan Rizzolo, il quale non ha voluto più dare ulteriori commenti, se non esprimere grande amarezza. «Gli attacchi pesanti e personali nei miei confronti e nei confronti del consigliere Demis Ermacora mi hanno sorpreso - ha osservato Ieracitano -. Trentin e Durì hanno dimostrato tutta la loro debolezza. Davanti a semplici domande, invece di rispondere hanno adottato il metodo del fango, della serie io ho fatto degli errori ma li hai fatti anche tu. Non cado in questo tranello e non perdo tempo a replicare a falsità che sono state già usate in campagna elettorale. Abbiamo depositato un’interrogazione al sindaco che non è un’accusa, ma l’estremo tentativo di ottenere documenti e spiegazioni. Se, come dicono, noi ci sbagliamo, se siamo falsi, se siamo semplicemente nostalgici del nostro passato, se tutto è chiaro e trasparente, basta che tirino fuori fatture e bonifici. Da mesi li chiediamo e non avremmo fatto nessuna interrogazione se ce li avessero dati». Ha sottolineato che è assurdo sentir dire di essere contro la donazione e contro la generosità. «È vero il contrario - continua - siamo favorevoli e la auspichiamo, ma vorremmo che i meriti vadano alle persone giuste e, visto che c’è di mezzo la comunità, vorremmo sapere se tutto è in regola. In fondo l’assessore ha fatto un atto di generosità di cui gli siamo grati a prescindere, ma gli saremo ancora più grati quando saremo certi che lo ha fatto di tasca sua e non grazie al lavoro dei 140 dipendenti licenziati ai quali va invece fin da subito il nostro ringraziamento».

@luca_perrino

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