Poliziotto morto tradito dalla moto L’ipotesi del guasto meccanico

Una certezza. E due ipotesi. Le indagini della Polizia stradale di Palmanova si muovono entro questi “paletti” all’indomani dell’incidente stradale che è costato la vita, lungo l’autostrada A4, al poliziotto Fabio Candussi, 41 anni, originario di Romans d’Isonzo e residente a Villesse.
La certezza è che non c’è la responsabilità di terzi nell’incidente: l’uomo è caduto pesantemente sull’asfalto in maniera del tutto autonoma, senza il concorso di altri mezzi. «Di questo, siamo sicuri al 100 per cento», sottolinea l’ufficio incidenti della Polstrada che sta effettuando gli ultimi accertamenti per avere il quadro completo della situazione.
I fotogrammi
dell’incidente
E passiamo alle ipotesi. Cos’ha determinato la caduta? Quella meno probabile parla di un improvviso malore. Ma più di qualcuno fa notare che Candussi era una persona in salute, prestante e che si sottoponeva ai periodici controlli che il suo mestiere impone. Insomma, difficile ma non del tutto da escludere che l’incidente possa essere stato determinato da un malanno improvviso o da qualche problema fisico.
E così (ma le bocche della Polstrada restano rigorosamente cucite) pare prendere il sopravvento l’altra ipotesi: quella di un guasto improvviso del mezzo. La moto era piuttosto vecchiotta e potrebbe essersi verificato qualche problema che ha determinato la perdita di aderenza della gomma anteriore: forse un ammortizzatore che ha perso efficenza. Candussi, del resto, viene descritto come un motociclista responsabile, attento, rispettoso dei limiti di velocità. Peraltro, la moto (una Honda 750 modello custom) non è certamente estrema, di quelle che ti “invitano” a correre ma ha un’impostazione più turistica. La Polizia stradale di Palmanova è, comunque, al lavoro per cercare di ricostruire i momenti antecedenti la rovinosa e fatale caduta.
Il ricordo
del questore
Intanto, fioccano i ricordi di Fabio Candussi, un poliziotto molto apprezzato dai colleghi.
«Direi una falsità se affermassi che lo conoscevo bene - sottolinea il questore Lorenzo Pillinini -. Ma chi ha avuto un rapporto più stretto con lui (nella fattispecie il vicequestore vicario Di Ruscio e il capo della mobile Culot) lo descrive come un ragazzo brillante, volenteroso. Questa mattina ho percepito fra tanti poliziotti un sincero dispiacere per quest’improvvisa scomparsa». Pillinini sottolinea che «la Polizia è vicina alla famiglia in questo momento terribile. L’incidente ha causato la morte di un uomo che era nel pieno delle sue energie. Candussi era un agente che onorava la missione della Polizia: svolgeva il suo lavoro con passione, attenzione, puntiglio e, soprattutto, era sempre in strada, a effettuare controlli, a contatto con la gente. Se ne va una bravissima persona».
Un pensiero largamente condiviso dal commissario capo Alessandro Rescio, comandante della Polstrada di via Pola. «Candussi? Era un’ottima persona, professionale, corretta con i colleghi. Conservo davvero un bel ricordo di lui e, personalmente, sono molto vicino alla famiglia e a tutti i suoi cari», sottolinea Rescio.
L’incidente si era verificato attorno alle 11 di domenica. Il poliziotto goriziano aveva appena imboccato l’autostrada A4. Era entrato dal casello di Latisana e doveva raggiungere la sua famiglia, a Villesse. Percorsi trecento metri, prima della biforcazione per Trieste e Venezia, aveva perso improvvisamente il controllo della sua moto ed era caduto pesantemente a terra.
L’impatto con l’asfalto era stato terribile. L’uomo era morto sul colpo. Non essendosi reso necessario chiudere la strada, la viabilità non aveva subìto rallentamenti o deviazioni.
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