Telecamere e multe In cento ricorrono ma pagano il doppio

GRADO. La Prefettura di Gorizia conferma la legittimità dell’ordinanza che istituisce le aree pedonali. Lo fa respingendo i ricorsi presentati dagli automobilisti, perlopiù residenti a Grado o proprietari di una seconda casa sull’Isola, che erano stati “pizzicati” dalle telecamere.
Complessivamente si tratta di 192 verbali dei quali un centinaio fanno riferimento a un’unica società di vigilanza. Respinto anche il ricorso di un automobilista invalido che, attraverso un blog, aveva invitato a contestare il provvedimento. A cassare tutti i ricorsi, presentati da un avvocato gradese, è stata la Prefettura di Gorizia. Nell’istanza veniva contestata la legittimità dei provvedimenti di istituzione e regolamentazione delle aree pedonali e del sistema di videosorveglianza agli accessi.
Ma l’ordinanza della Prefettura, che ha considerati legittimi i provvedimenti adottati a Grado, prevede adesso il raddoppio delle sanzioni. Non solo. La Prefettura ha anche recepito la recente sentenza della Cassazione civile, sezione II n. 8416 dd. 27.4.2016, che cancella definitivamente anche gli “attacchi” fatti sulla presunta carenza della segnaletica relativa alla privacy, stabilendo che questa, essendo correlata “funzionalmente al rispetto di un obbligo di riservatezza non mira, invece, a disciplinare la condotta di chi guida, sicché la sua inosservanza... non incide sulla legittimità dell’accertamento e l’irrogazione della sanzione”.
E le multe alla società di sorveglianza che, come detto, ha ricevuto la bellezza di un centinaio di verbali? Viene evidenziato che questa è privata e svolge le sue mansioni a scopo di lucro. Non può pertanto essere paragonata alle forze dell’ordine che, invece, può accedere liberamente nelle zone videosorvegliate. Per motivi di servizio la società di sorveglianza può sicuramente avvalersi dei permessi, che vengono rilasciati dal Comando della Polizia locale, ma è necessario recarsi allo stesso comando e presentare apposita istanza.
Per ogni verbale, la Prefettura di Gorizia specifica che ora gli automobilisti dovranno pagare ben 186,33 euro cadauno. Un bel salasso per gli automobilisti e, soprattutto, per la società di videosorveglianza che dovranno versare nelle casse del Comune di Grado il doppio della sanzione scattata, è proprio il caso di dirlo, dalle telecamere che riconoscono le targhe dei veicoli. Un meccanismo che, prima di Grado, ha già “messo in crisi” altre città fra cui Monfalcone dove anche alcuni gradesi sono finiti nella rete.
Se sommiamo anche la sanzione presa dall’automobilista gradese invalido (194,93 euro), significa che la somma delle sanzioni in questione sfiora i 36mila euro, che andranno a finire nelle casse del Comune per essere utilizzati per la manutenzione delle strade e servizi attinenti.
Per quanto riguarda invece l’automobilista, che aveva fatto ricorso in quanto possessore di contrassegno per invalidi, l’istanza è stata respinta perché il contrassegno rilasciato alle persone invalide è finalizzato alla circolazione e sosta dei veicoli al loro servizio, con esclusione di qualsiasi finalità differente il sostegno alla mobilità degli stessi invalidi. Nel caso specifico, il ricorso è stato altresì respinto perché la finalità dell’utilizzo del veicolo appare estranea a quella per cui il documento è stato rilasciato tanto che la tipologia e le caratteristiche del veicolo lo rendono inidoneo al servizio di persona invalida.
Altro aspetto importante della vicenda, come ricorda al Polizia locale, è che anche il Giudice di Pace di Gorizia ha recepito la sentenza della Cassazione respingendo le opposizioni agli accertamenti per transiti abusivi nelle aree pedonali. Gli stessi vigili sono stati presenti, sempre con l’ispettore superiore Roberto Castelli, a un'ottantina di udienze davanti al Giudice di Pace facendo presente tutti gli aspetti della vicenda grazie alla difesa predisposta e sostenuta in giudizio dallo stesso Castelli.
@anboemo
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