Croazia, il Vaticano accende un faro su Stepinac

Commissione mista voluta dal papa sulla controversa figura del cardinale: «Ma l'iter di canonizzazione prosegue»
Il Vaticano accende i fari sul caso Stepinac
Il Vaticano accende i fari sul caso Stepinac

ZAGABRIA. C’è una commissione in Vaticano che indaga sulla figura del cardinale croato Alojzije Stepinac (1898-1960). Voluta dallo stesso papa Francesco, d’accordo con il patriarca serbo Ireneo, la commissione congiunta che ha tenuto a Roma la sua prima riunione raggruppa dieci esperti cattolici e ortodossi e dovrà fare piena luce su una delle figure che più dividono Zagabria e Belgrado, complicandone i rapporti bilaterali.

Stepinac, che fu arcivescovo di Zagabria durante la Seconda guerra mondiale, è considerato dalla chiesa croata come un martire, una vittima dalla Jugoslavia comunista di Tito che lo condannò a 16 anni di prigione. Per le autorità serbe, viceversa, il cardinale fu un collaboratore dello Stato indipendente di Croazia (Ndh), il regime filo-nazista di Ante Pavelic che governò nei Balcani tra il 1991 e il 1995 perseguitando serbi, ebrei e rom nel terribile campo di concentramento di Jasenovac.

Un ritratto di Alojzije Stepinac
Un ritratto di Alojzije Stepinac

Tenuti a Santa Marta, gli incontri dei cinque membri cattolici e dei cinque ortodossi del consiglio proseguiranno per i prossimi dodici mesi, fino a stabilire con certezza quale sia stato il ruolo di Stepinac durante il secondo conflitto mondiale. Un lavoro che sarà svolto consultando i documenti dell'epoca e considerando «il contesto di quegli anni», precisa il quotidiano croato Vecernji List.

L'attività della commissione mista - è stato precisato - non interferirà sul processo in atto di canonizzazione del cardinale, già proclamato beato nel 1998 da Giovanni Paolo II, ma è stata comunque ritenuta indispensabile dal papa, probabilmente per evitare le polemiche che hanno accompagnato la beatificazione di Stepinac nel 1998.

Al termine della riunione l'attuale arcivescovo di Zagabria, Josip Bozanic si è detto «molto soddisfatto» del primo dialogo con la controparte serba, al quale seguirà un secondo incontro già fissato per metà ottobre ottobre nella capitale croata.

Stepinac santo, la Croazia aspetta il papa
La Croazia aspetta papa Francesco per la canonizzazione del cardinale Alojzije Stepinac

Sulla figura di Stepinac Zagabria e Belgrado si scontrano regolarmente, spesso non senza conseguenze concrete. L'ultima crisi nelle relazioni bilaterali dovuta al cardinale è scoppiata appena un mese fa, quando l'eurodeputata croata Marijana Petir del Partito rurale croato (Hss, destra) ha organizzato al Parlamento europeo una mostra dedicata al controverso ecclesiastico.

L'ambasciatore serbo a Bruxelles, Dusko Lopandic, ha immediatamente reagito inviando alle istituzioni dell'Ue una lettera di protesta e denunciando «un tentativo di riabilitare il movimento ustascia», ma non è riuscito a evitare che l'esposizione si tenesse comunque nei corridoi dell'emiciclo europeo. Un ritardo nell'azione che è costato molto caro al diplomatico, dato che Belgrado ha finito per richiamarlo due giorni dopo - ufficialmente proprio per questo motivo - mettendo così fine alla sua trentennale carriera.

In un momento in cui la diplomazia serba è infastidita da quella croata per via del processo di integrazione europea, su cui Zagabria fa pesare le sue condizioni costringendo Belgrado a lunghi ritardi, il caso Stepinac è un argomento molto delicato e più che mai fonte di divisione. «La canonizzazione va avanti», ribadisce la stampa croata. «Il processo di canonizzazione di Stepinac è stato sospeso da pPapa Francesco», è invece l'interpretazione di Belgrado.

Nel mezzo, la decisione del Vaticano di riunire una commissione che lavorerà sul caso per un anno servirà innanzitutto a raffreddare gli animi e a guadagnare tempo. Tra dodici mesi, Croazia e Serbia sapranno se l'arcivescovo di Zagabria fu un collaboratore degli ustascia o una vittima innocente del comunismo.

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