Trieste, «Parco del mare? C’è Porto vecchio»

TRIESTE Identificare il partner privato che dovrà partecipare all’investimento e mettere a confronto il sito attualmente prescelto di Portolido con uno alternativo all’interno del Porto vecchio.
Secondo l’ex sindaco e attuale consigliere comunale del Pd Roberto Cosolini, sono le due questioni preliminari da affrontare prima di partire con la fase burocratica del Parco del mare al quale ribadisce di essere favorevole.
«Se ne parla da ben 12 anni (l’idea fu lanciata dopo la sconfitta della candidatura di Trieste all’Expo tematico e quindi a fine 2004) - ricorda Cosolini - e quindi auspico che si arrivi all’avvio del progetto».
Aggiunge anche come da sindaco, d'intesa con la Regione a seguito dei contatti istituzionali con i proponenti, meno di un anno fa, abbia espresso in una lettera il sostegno del Comune evidenziando alcune condizioni ritenute però necessarie per un pieno supporto pubblico, compreso il sostegno economico richiesto dalla Camera di commercio alla Regione che dovrà decidere in merito.
«Il primo requisito - sottolinea Cosolini - è l’individuazione del partner privato che dovrà partecipare all’investimento, da farsi prima della fase di progettazione di dettaglio in quanto l’opera va definita insieme a chi poi dovrà gestirla, facendosi carico dell’equilibrio economico in una logica d’impresa; posporre questa individuazione a una fase successiva - sostiene - comporterebbe rischi di maggiore difficoltà di intesa necessaria con il gestore privato».
La seconda questione, come detto, riguarda il sito. «Ritengo necessaria, pur senza alcuna pregiudiziale sul sito proposto - spiega l’ex sindaco - una preventiva comparazione in termini di tempi, costi, benefici e vantaggi complessivi tra la localizzazione in zona Lanterna e l’area edificabile a mare posta a poche decine di metri dal polo culturale di Porto vecchio (si tratterebbe comunque di costruire un edificio ex novo, ndr)».
A monte di ciò l’ex sindaco cita una serie di motivi: «Acquario e Museo del mare, che come è noto sorgerà in Porto vecchio, si alimenterebbero a vicenda componendo proprio la struttura dell’idea di “Parco del Mare”: senza questa unitarietà si perderebbe il valore d’insieme e lo spezzettamento, sia dal punto di vista urbanistico, sia dell’integrazione in termini di offerta turistica, sia dei servizi e delle infrastrutture di supporto necessari, potrebbe essere più debole.
Inoltre buona parte dell’area interessata in Porto vecchio sarebbe sdemanializzata e quindi l’Acquario potrebbe in buona misura essere realizzato in regime di proprietà e non di concessione, con i noti vantaggi. In termini di tempi non sono sicuro che la soluzione Portolido sia la più celere e facile.
Sarà necessaria la modifica dell’oggetto della concessione che richiederà una variante al Piano regolatore del Porto che oggi non prevede questo tipo di destinazione, compatibile invece in Porto vecchio. Le due aree vanno poi valutate in termini di viabilità, parcheggi, infrastrutture a rete. Credo che una comparazione complessiva - conclude Cosolini - possa essere realizzata anche solamente nel giro di due o tre mesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo











