Dietro le quinte delle Seime fra volontariato e solidarietà

In Bisiacaria i gruppi al lavoro durante la festa a base di cibi della tradizione A Pieris quelli de la Barca raccolgono fondi per la causa di Settembre in vita
Bonaventura Monfalcone-05.01.2017 Seima della Barca-Pieris-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-05.01.2017 Seima della Barca-Pieris-foto di Katia Bonaventura
SAN CANZIAN D’ISONZO. La pioggia venerdì non ha spento i fuochi delle Seime né a Pieris né a San Canzian d’Isonzo e nemmeno a Turriaco e San Pier d’Isonzo. I volontari, cuore indispensabile del tradizionale appuntamento, sono scesi in campo per assicurare la riuscita non solo dei falò, ma dei piatti, altrettanto legati alla cultura del territorio, offerti ai tantissimi partecipanti.


Il meteo non certo incoraggiante non ha frenato gli abitanti di Pieris, che in oltre un migliaio si sono recati nel campo di via Trento, tra la bonifica e l’argine dell’Isonzo, per capire dalla direzione del fumo come sarebbe stato il 2018 e, soprattutto, salutare le feste di fine e inizio anno con un ultimo appuntamento in compagnia e allegria. Che a Pieris diventa inoltre sempre anche di solidarietà. Il frutto del lavoro della ventina di volontari che compongono il gruppo spontaneo Seima de la Barca andrà a sostenere i progetti dell’associazione monfalconese SettembreINvita, presente con il componente del direttivo Stefano Ambrosini. «L’aiuto fornitoci, per la seconda volta, dal gruppo della Seima de la Barca per noi è preziosissimo e li ringraziamo di cuore per aver pensato a noi», ha detto Ambrosini.


L’associazione sta sempre lavorando per completare la dotazione di nuovi arredi del reparto di Oncologia dell’ospedale di Monfalcone e acquistare un mezzo per l’infermiere di Comunità di Panzano. L’associazione sta però elaborando anche un progetto per l’ospedale di Gorizia. Il 2018 porterà buone cose a tutti, comunque.


Come a Vermegliano, il fumo innalzatosi dalla pira costruita nel campo de Cenci Cosolo si è indirizzato verso levante, preannunciando quindi una “recolta bondante”. «Sì, il vento ha girato dalla parte giusta e così il fumo – conferma il sindaco di San Canzian d’Isonzo Claudio Fratta, presente all’accensione del fuoco –. Al di là degli auspici per il 2018, che speriamo sia davvero un anno positivo per tutti, va sottolineata l’eccezionale solidarietà di cui è capace il gruppo di Pieris». Il primo cittadino si è comunque diviso tra le due Seime principali accese nel suo territorio (una terza era prevista a Begliano), recandosi anche all’appuntamento realizzato dalla Pro loco in via Romana. Attorno alla pira innalzata a San Canzian si sono radunate quasi 300 persone, attirate pure in questo caso dall’offerta enogastronomica messa in tavola dai volontari. In via Romana la Befana è arrivata anche con tanti dolci e doni per i bambini presenti. Anche a San Canzian meno gente del solito, causa il maltempo, ma l’appuntamento è stato tutt’altro che disertato. Il fuoco ha faticato un po’ a prendere, ma poi è divampato rischiarando e riscaldando la serata.


Come è accaduto anche a Turriaco, dove il Circolo culturale e ricreativo don Brandl ha rinnovato il rito del Seimo a ridosso dell’Isonzo. Come sempre, il fuoco che ha innescato il rogo della catasta di legna e rami è partito dal centro del paese. A portarlo, dopo averlo ricevuto dal sindaco Enrico Bullian, è stato un ragazzino di Turriaco, accompagnato da un corteo di abitanti che nel “canp de Gero” hanno trovato gli immancabili fornitissimi chioschi. A Turriaco le oltre 400 persone che hanno partecipato all’evento, sostenuto dalla Bcc Turriaco e dall’amministrazione comunale, hanno potuto riscaldarsi con un corroborante vin brulé, oltre che trovare sulle tavole pane di zucca e pollo alla griglia. Pure in questo caso il responso arrivato dal fumo è stato buono, come lo è stato anche a San Pier d’Isonzo, in via Rosarol. Artefici dell’evento sono stati in questo caso la Pro Loco San Piero e l’associazione Scussoni. Dopo Natale, ancora una volta le associazioni del paese hanno offerto un momento di tradizione, allegria e serenità alla comunità di San Pier, che dal canto suo ha risposto partecipando numerosa, nonostante la pioggia.


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