Addio a de Szombathely, “anima” del ghetto

Si è spenta a 97 anni l’imprenditrice che ha legato il suo nome al festival per valorizzare la storia del rione
Lasorte Trieste 17/06/14 - Salotto Azzurro, Riconoscimento a Licia De Szombathely
Lasorte Trieste 17/06/14 - Salotto Azzurro, Riconoscimento a Licia De Szombathely

Si è spenta ieri a Trieste, dove era nata 97 anni fa, Licia Dannecker de Szombathely, figura significative nella vita sociale, imprenditoriale e culturale della città. «Una donna coraggiosa, sempre in prima linea nell’ambito del lavoro e del sociale, allo stesso tempo semplice e schietta», la definì nel 2014 l’allora sindaco Cosolini nel conferirle la medaglia del Comune. Pronipote del compositore Giuseppe Dannecker, aveva compiuto il corso di studi alle magistrali e studiato pianoforte con Guido Davide Nacamuli. Poi lo slancio imprenditoriale, manifestato già durante la guerra, indirizzato nel settore della carta e nell’attività di “Artecarta” a Trieste e Gorizia, azienda che nel 1994 ha festeggiato 50 anni di attività ed esteso la rete commerciale al Veneto e alla Slovenia, fino a contare oggi ben 14 filiali.

All’attività imprenditoriale Licia de Szombathely ha associato un’instancabile partecipazione alla vita artistica e culturale della città con un assiduo contributo di idee, di impegno nell’associazionismo, di mecenatismo: impegno intensificatosi dopo il suo matrimonio con l’avvocato Gabrio de Szombathely, figura nota anche per gli interessi storiografici e letterari, che risalgono a quelli del padre Marino, vicino a Italo Svevo e protagonista nello storico scenario artistico di Trieste.

Ma l’attività che forse ha reso più nota in città Licia de Szombathely è stata quella a difesa del decoro e per il rilancio del Ghetto triestino per il quale ha promosso concorsi, mostre, iniziative varie. Spicca tra queste di certo il Festival “Voci dal Ghetto”, che ha animato per un decennio Piazza Piccola, i luoghi e le contrade del rione, portandovi musica popolare di tradizione orale, opera, operetta, cabaret, teatro di canzone.

Nel tempo nel cartellone di “Voci dal Ghetto” (per cui de Szombathely ha continuato a lungo ad essere riferimento) sono passati artisti come Milva, Luciana Savignano, Franco Russo, Roberto Negri, Cicci Santucci, Rosalina Neri, Gennaro Cannavacciuolo. E ancora Elio Pandolfi, Daniela Mazzucato, Ginevra Di Marco, Maria Laura Baccarini, fino ad Ambrogio Sparagna anima della “notte della taranta”, oltre ai musicisti di “Wunderkammer” che Licia de Szombathely ha contribuito ad inserire nel panorama culturale.

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