Museo Ferroviario pronto in anticipo

Il Museo Ferroviario riaprirà al pubblico con un anno di anticipo rispetto a quanto preventivato all’inizio dei lavori. Ad annunciarlo Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione Fs, che dal 10 maggio è ufficialmente titolare dell’immobile. «Saremo pronti già alla fine del 2019 – spiega – per quanto riguarda l’ala di via Giulio Cesare, per la quale abbiamo già ricevuto i finanziamenti. E la Fondazione ha rilevato anche la collezione museale e le carrozze, perché rientrando in un’unica gestione – sottolinea – potremo avviare precisi investimenti in futuro per valorizzare al massimo il complesso. Ricordo poi – aggiunge – che manca ancora il finanziamento per tutto il resto, sarà mia premura cercare nuove risorse a tempo debito, anche attraverso tavoli da avviare con la Regione, per capire come sarà possibile progredire con l’opera di recupero totale. Anche per la volta originale, che permetterebbe di creare una splendida piazza coperta».
Dal 9 maggio scorso sono apparse le impalcature all’esterno. Serviranno nei prossimi mesi a sistemare il tetto dell’edificio, gravemente compromesso dalle infiltrazioni. «È la primissima fase della grande ristrutturazione generale – prosegue Cantamessa – che riguarderà facciate e tetto. Quando sarà ultimata, per ora non possiamo ancora definirlo». Il museo ormai è chiuso al pubblico, ma dentro si alternano senza sosta i volontari, con lo scopo di tutelare e preservare tutti gli oggetti, i plastici e i pezzi di storia conservati con cura nei diversi ambienti. «In pratica facciamo i custodi – ricorda Maurizio Fontanot, uno dei volontari storici del museo – nelle zone non interessate dal cantiere. Abbiamo smontato tutto ciò che non poteva restare all’interno, abbiamo coperto o spostato ogni cosa e insieme alla Soprintendenza abbiamo proceduto anche alla catalogazione. Perché al museo ci teniamo tanto. Lo scorso anno siamo stati anche al centro di una polemica, quando abbiamo dovuto chiudere in piena stagione, ma era necessario per lo stato in cui versava la struttura. Ora siamo fiduciosi per il futuro, certo come volontari siamo coinvolti parzialmente nel progetto di ristrutturazione, ma intanto controlliamo, siamo presenti, continuiamo a mantenere intatto il grande patrimonio esistente».
Il cantiere è iniziato dopo un lungo iter, velocizzato dopo la sigla del Protocollo d’intesa del 18 luglio 2017, con cui è stato definito il percorso di riqualificazione del complesso, con un documento firmato da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ferrovie dello Stato Italiane, Rete Ferroviaria Italiana, Fondazione Fs Italiane e Comune di Trieste.
Lo scorso febbraio l’edificio era stato interessato da un sopralluogo, alla presenza dello stesso Cantamessa, di Mauro Moretti, presidente della Fondazione Fs, e di Giuseppe Albanese, direttore territoriale Produzione Fvg di Rete Ferroviaria Italiana. Come annunciato in quell’occasione da Sovrintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, le prime opere avviate sarebbero state necessarie per tutelare l’immobile nelle sue necessità più urgenti. Seguiranno poi le gare per i diversi appalti, che porteranno ai successivi step, per far ritornare il museo fruibile a tutti. Procede quindi la strada verso la rinascita del complesso, molto amato dai triestini e anche dai tanti turisti che ogni anno affollavano gli spazi interni ed esterni, per un sito unico nel suo genere in Italia, una stazione-museo, collegata alla rete ferroviaria dove, a opere concluse, potranno partire o arrivare treni storici.
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