Fvg “pecora nera” del Nord

Con 2 milioni e mezzo di elargizioni è all’ottavo posto tra le regioni italiane

Più di duecento milioni di euro raccolti da 8.200 mecenati (824 in questi primi sei mesi del 2018) in tutta Italia. È questo il bilancio dell’Art Bonus a quattro anni dalla sua entrata in funzione. Grosso il divario tra Nord e Sud: prima la Lombardia con quasi 73 milioni di euro donati, ultima la Basilicata con nessuna elargizione ancora fatta.

Nella classifica generale il Friuli Venezia Giulia si piazza all’ottavo posto con quasi 2 milioni e mezzo di euro e 211 mecenati (169 persone fisiche, 18 enti e 24 imprese). Un po’ una “pecora nera”, però, se si guarda alle altre regioni del Nord, molto più virtuose. Al primo posto, come detto, la Lombardia. Segue il vicino Veneto, che supera i 30 milioni. E poi Piemonte (28 milioni) e Emilia Romagna (con 24 milioni).

A livello nazionale, la medaglia d’oro tra gli interventi più sponsorizzati va alla Fondazione Teatro alla Scala di Milano con più di 65 milioni di euro raccolti finora. Argento al Teatro Regio di Torino (10.695.369 euro). Bronzo, invece, alla Fondazione Arena di Verona che in questi anni ha raccolto 10.316.100 euro. Tra i beni culturali che più hanno beneficiato dell’Art Bonus in questi anni ci sono poi il Teatro Regio di Parma, il castello Sforzesco di Milano, il complesso delle mura urbane di Lucca, solo per fare qualche esempio.

In Friuli Venezia Giulia sono 32 gli interventi che i mecenati possono decidere di sovvenzionare, 12 solo a Trieste e provincia. Ai primi due posti tra i siti con più elargizioni ricevute ci sono proprio due realtà triestine: il Teatro Verdi e l’ex ospedale militare. Terzo il compendio architettonico di Villa Varda a Brugnera (300 mila euro, tutti donati da Friul Intagli Industries Spa). Con 110 mila euro si piazza quarta la stalla Violin di Aquileia (nessun privato tra i donatori). E poi ancora le statue dei provveditori in piazza Grande a Palmanova (40 mila euro e anche qui nessun privato cittadino tra i benefattori); il restauro degli affreschi di Palazzo Regazzoni di Sacile (25 mila euro, nessun privato); il restauro di piazza Libertà a Udine (15 mila euro, tutti dati da una singola impresa).

I siti rimasti a secco in regione sono ancora molti. Gli affreschi del soffitto dell’Aula teodoriana di Aquileia (restauro da 75 mila euro); il restauro di alcuni reperti del Museo Nazionale Archeologico di Aquileia (150 mila euro); il sostegno alle attività dei musei civici di Udine (una raccolta da diecimila euro aperta nel settembre di due anni fa); la croce luminosa di Buja (39.500 euro).

Inizialmente previsto per finanziare interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per sostenere fondazioni lirico-sinfoniche e teatri di tradizione e per restaurare enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo, con la nuova legge sullo spettacolo dal vivo l’Art Bonus è stato esteso a tutti teatri. Grazie a quest’ultima novità, anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione e i circuiti di distribuzione rientrano tra le categorie previste.

(g.mod.)

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