Un tesoro di reperti della Grande Guerra emerge dagli scavi per portare il metano - Video

Il cantiere nell’area sportiva a ridosso del Sacrario di Redipuglia. Accordo con Covesmi e Soprintendenza per il ripristino
Bumbaca Gorizia 19.02.2019 Redipuglia, reperti bellici © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 19.02.2019 Redipuglia, reperti bellici © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

REDIPUGLIA Dopo cent’anni quel vasto territorio testimone di cruente battaglie durante la Grande Guerra continua a far venire alla luce la storia. Una serie di reperti che, nei giorni scorsi, sono saltati fuori mentre si procedeva, ad opera di AcegasApsAmga, a uno scavo per la metalizzazione dell’area sportiva di Fogliano Redipuglia, che si trova a ridosso del Sacrario e proprio ai piedi del colle di Sant’Elia.

Ecco che i resti di due due elmetti, una baionetta, la canna di un fucile modello 91, alcuni proietti di artiglieria inesplosi privi di ogiva, una cartucciera, alcune vanghe, un seghetto, ma anche un pezzo di un cavallo di frisia e il cardine di un portone. Residuati, molto probabilmente appartenenti all’Esercito italiano che, già ieri, sono stati consegnati alla direzione del Sacrario per essere catalogati, studiati e custoditi come si deve. L’area del ritrovamento, che racconta ancora una volta come la zona del Sacrario militare e tutte le colline carsiche siano state terre devastate dalla guerra, è quella del parcheggio sotto casa Terza Armata, parallelamente al canale De Dottori. Proprio per monitorare la zona, quando sono iniziati i lavori di scavo per la posa della nuova condotta per la metanizzazione, è stata coinvolta, come prevede una legge del 2015, la Covesmi di Ostiglia, ditta iscritta all’albo dei fornitori e appaltatori del ministero della Difesa, specializzata in rilievi di materiali ferrosi e ordigni bellici, oltre che nella bonifica degli stessi.

La Covesmi, in collaborazione con AcegasApsAmga e la Soprintendenza, ha proceduto all’analisi della zona e durante i sopralluoghi gli addetti, grazie a strumenti di ultima generazione in grado di realizzare una valutazione interattiva grafica per il calcolo delle coordinate degli oggetti ferromagnetici individuati, il loro posizionamento, la grandezza e la profondità, ha appunto rinvenuto i residuati. Che hanno imposto il blocco dei lavori in attesa della certificazione del Genio militare della non pericolosità degli oggetti ritrovati. «Per effettuare lo scavo e i lavori in sicurezza, a differenza dello scavo che effettuiamo di solito di circa 1,20 metri di profondità e 70 centimetri di larghezza, utile per la posa della conduttura – spiega il responsabile della gestione tecnica clienti di AcegaaApsAmga, Massimo Buiatti – Covesmi ha scavato per 3 metri e una larghezza di 2,5 metri. Ciò ha portato al ritrovamento dei residuati, anche perché la zona dello scavo è area in cui non ci sono stati mai lavori o interventi da quando è stato costruito il Sacrario». Il ritrovamento ha portato a un rallentamento dei lavori, sia per lo scavo, sia per la verifica di non pericolosità, ma una volta giunta la certificazione del Genio militare, come illustrato dal geometra, Lucio Beltrame, essi potranno riprendere e termine così nel giro di una decina di giorni. —


 

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