L’autorimessa di via Sant’Anastasio invasa da vestiti e cibo di senzatetto

TRIESTE. Coperte, sacchi a pelo, vestiti, avanzi di cibo e spazzatura di ogni tipo. Il complesso immobiliare di via Sant’Anastasio-via Pauliana, dietro a via Udine, torna a piombare nel degrado. L’area è stata più volte sgomberata dall’immondizia e dagli accampamenti dei senzatetto, ma invano.
Davanti all’ingresso del garage che dà su via Pauliana sono ben visibili i resti di un recente bivacco. Qui, evidentemente, sta trovando riparo un gruppo di persone. Sul pavimento, in mezzo alla sporcizia, non si conta la quantità di abiti e scarpe, insieme a borse, valigie, giacche e cappotti. Per non parlare della montagna di lattine di birra, bottiglie di plastica, scatole di tonno e quant’altro.
Sulle tubature e sulle inferriate sono appesi maglie, camicie e calzini.
I giacigli, fatti di cartoni, lenzuola e coperte, sono sistemati lungo i muri dell’autorimessa. Ma l’acqua piovana proveniente da una canaletta di scolo si sta riversando sul piccolo accampamento, inzuppando tutto. Il forte odore di muffa e alimenti andati a male che proviene da quell’acquitrino di immondizia è nauseabondo.
Gli spazi vicini, sebbene delimitati da una rete metallica, vengono utilizzati come latrine a cielo aperto.
La recinzione attorno alla scalinata è stata installata nei mesi scorsi proprio per evitare incursioni. Ma è evidente che l’area è nuovamente “visitata” sia di giorno che di notte.
Una situazione analoga si era presentata anche a giugno, quando i residenti avevano segnalato la presenza di un insolito via vai nella zona. In effetti l’ingresso del garage era diventato un vero e proprio rifugio per clochard e migranti.
Un degrado che, dopo quanto documentato dal Piccolo, aveva spinto l’amministrazione comunale a intervenire. Gli uffici del municipio avevano ordinato la pulizia dell’intero sito, sollecitando la proprietà a predisporre misure adeguate.
Erano stati gli operatori dell’AcegasApsAmga a rimuovere materialmente gli indumenti, le coperte sudice e la spazzatura abbandonati da giorni in prossimità dell’ingresso del garage. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale. L’operazione di pulizia e sgombero non si era limitata all’area pubblica, ma pure allo spazio racchiuso tra gli edifici di proprietà privata. Una zona, come noto, abbandonata da tempo, frequentata abitualmente da clochard e migranti. Ma anche da prostitute e spacciatori.
In passato la Polizia aveva scoperto nel complesso immobiliare un vero e proprio punto di ritrovo per pusher e tossicodipendenti di ogni età e provenienza. Gli agenti, durante le indagini, si erano serviti di telecamere nascoste: la droga, come constatato dalla Squadra mobile di Trieste, veniva nascosta tra le siepi.
Negli ultimi mesi la zona dietro a via Udine è tornata nuovamente off limits per i cittadini e fuori controllo per le forze dell’ordine. I residenti, oggi come prima, sono esasperati.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








