Sciacallo dorato ucciso in Carso da una fucilata

Trovato e fotografato da una coppia a passeggio, la carcassa in seguito è scomparsa.  L’ombra dei bracconieri

MONRUPINO L’hanno trovato così, con una ferita da arma da fuoco al costato. Morto, sul ciglio di una strada sterrata che da Opicina porta verso la foiba 149 di Monrupino, nei pressi del gasdotto.

Era uno sciacallo dorato, inizialmente scambiato per una volte di grossa taglia e, prima ancora, per un cane o un lupo. È stata una coppia che abita in zona a rinvenire ieri mattina la carcassa dell’animale. Si tratta di Riccardo Zanellotti, direttore dell’Hotel Savoia, e di Samantha Ballam. Marito e moglie stavano passeggiando con il cane. Ed ecco, a un certo punto, l’agghiacciante sorpresa.

«Sì, era un animale piuttosto grosso», spiega Zanellotti. «Io e mia moglie stavamo portando il cane, come facciamo ogni mattina, e ci siamo imbattuti in quell’animale per terra. L’hanno uccisa... povera creatura. Qualcuno, un criminale, si è divertito a sparlarle addosso».

Il foro del proiettile e il sangue, come si coglie dalla foto scattata dalla coppia, sono ben visibili sul fianco della bestiola.

«Deve essere successo di notte o di mattina presto – racconta ancora Zanellotti – perché ieri (l’altro ieri, ndr), quando eravamo passati, non c’era. È stata mia moglie ad avvisare un’associazione che si occupa di animali che c’era una volpe uccisa in Carso».

L’associazione è l’Arca, che lavora per conto della Regione per il recupero della fauna selvatica. Ma quando uno dei volontari è andato per prendere la carcassa, non l’ha trovata. «Non c’era», conferma Sergio Clacia. «Ho guardato in lungo e in largo tutta la zona, ma niente».

È mistero su chi abbia ucciso lo sciacallo dorato e chi ne abbia poi fatto sparire il cadavere. —
 

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