Un migliaio in Marcia per la pace tra Gorizia e Nova Gorica

Alle 16 il via da Oslavia alla 56.ma edizione della manifestazione nazionale che quest’anno assume una valenza transfrontaliera

Francesco Fain Stefano Bizzi
La partenza della Marcia a Gorizia (Fotoservizio di Roberto Marega)
La partenza della Marcia a Gorizia (Fotoservizio di Roberto Marega)

GORIZIA A Gorizia e Nova Gorica è scoccata l’ora della 56ma Marcia nazionale per la Pace, che si svolgerà nella giornata odierna, 31 dicembre.

Attorno alle 15 sono arrivati i primi partecipanti, da tutta la regione e anche dal resto del Nord Italia, che hanno sfidato la pioggia per poter esserci.

Marcia nazionale per la pace a Gorizia: in centinaia in partenza per Oslavia

Il bus-navetta ha trasportato oltre 400 persone dalla Casa Rossa fino al punto di partenza della manifestazione, all’ossario di Oslavia dove, alle 16, la kermesse ha avuto inizio con il saluto dell’arcivescovo monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli e il ricordo di monsignor Luigi Bettazzi a cura del presidente nazionale di Pax Christi, monsignor Giovanni Ricchiuti. Un momento solenne di riflessione.

Nel corso dell’evento le persone si sono via via aggregate, fino a raggiungere il migliaio di partecipanti al Cammino.

Le persone pronte a salire sul bus navetta (Marega)
Le persone pronte a salire sul bus navetta (Marega)

Tra i presenti al ritrovo alla Casa Rossa ci sono la presidente del consiglio comunale di Gorizia Silvia Paoletti, la sindaca di Gradisca d'Isonzo Linda Tomasinsig e parte della sua giunta, il presidente delle Acli di Mestre Paolo Grigolato.

A tutti i partecipanti è stata data una borsa di tela con un kit. Dentro c'è una rivista il programma, un magnete da frigo, una candela e uno snack.

A Oslavia

A Oslavia Don Nicola, parroco della cattedrale, ha dato il benvenuto ai partecipanti. Presenti per il Comune di Gorizia l’assessore Patrizia Artico con la fascia di sindaco assieme all'assessore Silvana Romano.

L'arcivescovo Redaelli ha dichiarato: “A Gorizia è iniziato un cammino di riconciliazione. È la sede giusta per la marcia nazionale della pace. Un grazie a Pax Christi e a tutti gli enti che hanno voluto organizzare questo appuntamento. Rispetto ad altre marce siamo in un luogo ferito da due guerre. I luoghi parlano da soli”.

Dall'arcivescovo Carlo Redaelli anche un ricordo di papa Giovanni XXIII. "Aveva una gran fede nella ragione, diceva che con l'uso della ragione si può arrivare alla pace". Redaelli ha espresso poi un invito a usare le emozioni insieme alla ragione, ma le emozioni giuste. "La testa ci serve, ma soprattutto ci serve il cuore"

Il gruppo da Milano

Un gruppo di 6 persone da Cernusco sul Naviglio (Milano) è venuto apposta per partecipare. "Se non la facciamo ora, quando?", chiede Anna spiegando che hanno saputo dell’appuntamento transfrontaliero leggendolo sul sito della Caritas Ambrosiana. "Invitava a dare un segno e fare qualcosa".
Sono venuti con due macchine e hanno preso un piccolo appartamento a Gorizia. Prima di salire a Oslavia per la marcia sono andati ad Aquileia per vedere la basilica, ("ma era chiusa e siamo nati a Grado a vedere il battistero"). Domani ripartiranno per Milano.

La partenza del cammino

Dopo una preghiera, attorno alle 16.30la marcia è partita. In testa c’è lo striscione di Pax Christi e la luce di Betlemme: "Vi invito a guardare il panorama: dall'alto non si vedono confini".

A sfilare sono coppie, gruppi di amici, giovanissimi, anziani e associazioni. Al loro passaggio le persone dalla porta di casa augurano auguri e buona salute in italiano e sloveno, altre applaudono. 

La partenza della Marcia nazionale per la pace a Gorizia

Rotta balcanica e pace 

I camminanti hanno fatto una sosta al convitto salesiano San Luigi che si trova in via don Bosco 48 dove alcuni migranti hanno servito loro il thé. Qui c’è stato l’intervento del direttore della Caritars di Trieste Giovanni Lamanna su “Rotta Balcanica e pace”: “C'e chi è costretto a scappare da situazioni indegne perché offeso nella dignità e libertà e sottolineo che è "costretto". Ma sono persone – ha detto -. Desidero ricordare che la maggior parte dei Paesi europei è firmataria della convenzione di Ginevra. Accogliere non è questione di bontà, ma di rispetto delle regole. Il Mediterraneo è un cimitero a cielo aperto. Come accogliamo chi ha la possibilità di arrivare vivo? Dimentichiamo che abbiamo di fronte persone”. 

"L’Europa ha festeggiato la caduta del muro di Berlino, ma dimentica che ci sono paesi che costruiscono muri. Ma chi fugge non si fa fermare dai muri. Non ci troviamo di fronte a numeri ma a persone che stanno soffrendo. Dobbiamo rispettare dignità e diritti. I profumi non sono nemici, ma fratelli da accogliere.
L'intelligenza politica dovrebbe cogliere come un'opportunità l'accoglienza organizzata. I profughi sono persone che pagano un prezzo altissimo nella loro vita perché devono azzerarla, ma arrivano da noi e ci spiegano cosa vuol dire credere nella vita”. 

L’arrivo in piazza Vittoria

Alle 18 i manifestanti sono arrivati nella chiesa di Sant' Ignazio di piazza Vittoria. Una bella giornata nel segno del valore immenso della pace e del confine che non c'è più. Più forti della pioggia. “Un fine d'anno che resterà nel nostro cuore in una terra che trasuda storia” ha commentato una famiglia di Bergamo.

Il programma

Il cammino riprenderà alle 17.30, per giungere poi, nell’arco di una quindicina di minuti, in piazza Vittoria dove è programmata la seconda tappa. Il tema di approfondimento è “Intelligenze artificiali e pace” e ci sarà l’intervento del professor Luca Grion dell’Università degli studi di Udine.

Alle 18.15 il cammino riprenderà, con un passaggio davanti alla Sinagoga e, alle 18.45, la terza tappa in piazza Transalpina, luogo-simbolo della caduta del confine, dove è previsto l’intervento del professor Silvester Gaberšček, sociologo e etnologo. Il tema sarà “Europa unita e pace”.

Alle 19.15 ci si rimetterà in cammino per giungere, alle 20, alla concattedrale di Nova Gorica, dove verranno riportate testimonianze da Ucraina, Palestina, Israele.

Il programma dell’intenso pomeriggio vedrà, alle 21, la celebrazione della santa messa, presieduta dall’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas italiana monsignor Redaelli. La lunghezza totale del percorso è di circa 7,5 chilometri.

Alle 22, un momento di ristoro e verrà, quindi, offerta la possibilità di continuare a pregare fino alle 24.

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