La spiaggia simbolo della Croazia sfigurata: «È stata distrutta dall’avidità»

I cittadini dell’isola dalmata di Brazza chiedono alle istituzioni azioni utili a ripristinare il Corno d’Oro

Andrea Marsanich
La spiaggia simbolo del Corno d’Oro (Zlatni Rat) nel suo splendore (a sinistra) e come appare ora foto Morski.hr
La spiaggia simbolo del Corno d’Oro (Zlatni Rat) nel suo splendore (a sinistra) e come appare ora foto Morski.hr

Prima assumeva una forma triangolare quasi perfetta. Adesso ricorda una scarpaccia vecchia o giù di lì, una figura deformata rispetto al vecchio, affascinante aspetto e che aveva fatto del Corno d’Oro (in croato Zlatni rat) la più nota e apprezzata tra le spiagge del versante croato dell’Adriatico, lido situato a Bol, nell’isola dalmata di Brazza.

Proprio gli abitanti di Bol hanno emesso in questi giorni un comunicato in cui si accusano le autorità locali di essere venute incontro alle esigenze dei concessionari della vicina spiaggia di Corno piccolo (Mali rat), con interventi che hanno aumentato e modificato la linea costiera, tramite colate di cemento e aggiunta di sassolini e sabbia.

Corno d’Oro vittima della inciviltà: la spiaggia più amata è irriconoscibile
La spiaggia prima e dopo

Negli ultimi 2 – 3 anni sono state costruite in loco tre dighe frangiflutti e depositata una gran massa di materiale per aumentare il volume dell’area costiera, dove poter sistemare bar, ristorantini, sedie a sdraio, ombrelloni e altro. Senza lo straccio di uno studio di impatto ambientale, che purtroppo c’è stato eccome per il Corno d’Oro.

L’appetito insaziabile degli investitori, così i residenti di Bol, ha rivoluzionato il gioco delle correnti marine, infliggendo un colpo gravissimo alla spiaggia, la cui parte terminale si è accorciata di una cinquantina di metri, mentre la parte occidentale ha subito un’erosione senza pari, a tutto vantaggio del lato orientale, che di mese in mese è andato aumentando di grandezza, dando luogo ad una forma sbilanciata.

Che grida vendetta. «Nel favorire il progetto del Corno piccolo, ci siamo dati la zappa sui piedi, danneggiando l’impareggiabile Corno d’Oro. È qualcosa di imperdonabile, che vede Comune e Stato croato restare impassibili, senza promuovere misure di risanamento, ormai non più rinviabili». I pini situati nel versante orientale della spiaggia, si rimarca nella nota, vengono quasi quotidianamente bagnati dal mare, con gravi danni alle radici e alle parti basse degli alberi.

Quale misura per contrastare una situazione ormai al limite, gli abitanti di Bol hanno proposto che al Corno piccolo vengano rimossi cemento, dighe, i corpi morti adagiati sul fondale per l’ormeggio delle imbarcazioni, ghiaia e sabbia della spiaggia, riportando il quadro a tre anni fa, quando il Corno d’Oro beneficiava di quello che offriva la natura, facendo spostare la sua punta verso est o verso ovest, a seconda delle correnti e dei venti.

«Noi crediamo che la situazione possa migliorare in capo a un paio d’anni – affermano i cittadini –. Per quanto riguarda i pini del lato occidentale, forse sarebbe il caso di piazzare barriere provvisorie, aggiungendo in quella parte un bastevole quantitativo di sassolini e sabbia. Invitiamo pure i competenti ispettorati a fare il loro dovere in questa zona di devastazione in cui si è trasformato il Corno d’Oro, non più simbolo della Dalmazia e delle coste orientali del mare Adriatico».

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