Palmanova vuole per sè i bastioni
di Alfredo Moretti
PALMANOVA
Il Comune chiede la proprietà dei bastioni al Demanio: ieri il sopralluogo dei dirigenti romani dell'Agenzia del Demanio sulla cinta fortificata. Chiesto anche il rinnovo della concessione d'uso fino a 50 anni, ma il sindaco Francesco Martines punta all'acquisizione gratuita della proprietà. Palmanova dunque punta ad ottenere la proprietà dei bastioni della città stellata: è la richiesta del sindaco ai dirigenti del demanio, accompagnati da un dirigente della struttura regionale, che hanno visitato la città ed effettuato un sopralluogo sulla cinta. L'obiettivo è quello di superare l'attuale gestione dell'area che prevede il rinnovo periodico di una convenzione tra Comune e Demanio con cui quest'ultimo concede l'utilizzo dei bastioni a fronte di un canone annuale a carico dell'Amministrazione comunale.
Un obiettivo ambizioso che consentirebbe al Comune di avviare con più facilità una progettazione a lungo termine per la valorizzazione e riqualificazione dei bastioni. La proprietà dei bastioni potrebbe essere trasferita a titolo gratuito seguendo un iter simile a quello percorso dal Comune di Udine per l'acquisizione del Castello, avviando un procedimento presso la commissione paritetica Stato – Regioni. In attesa dell'avvio di questo iter, che partirà entro la fine dell'anno, Martines, assieme agli assessori Luca Piani e Massimo Agnese, ha richiesto il rinnovo della convenzione di utilizzo già scaduta all'inizio del 2008, siglata per la durata di un solo anno.
La bozza della nuova convenzione prevede invece che la concessione abbia una durata di 19 anni a fronte di un canone minimo provvisorio di 2000 euro l'anno. Anche in questo caso, però, il Comune ha richiesto che la convenzione venga integrata prevedendo la possibilità di estenderne la durata a 50 anni (come prevede il DPR 296/2005), nel caso in cui ci siano progetti di valorizzazione, anche pubblico – privati, valutati positivamente dalla Soprintendenza. «Solo così – spiega il sindaco - potremo calamitare l'interesse dei privati a partecipare a progetti di riqualificazione che consentano un utilizzo del bene con attività compatibili con la bellezza dell'area e nel rispetto dell'integrità dei bastioni. Nel frattempo, anche nelle more del rinnovo della convenzione, il demanio ha confermato che non vi sono pregiudizi all'utilizzo della cinta bastionata da parte delle associazioni locali». Resta da sciogliere la parte della convenzione che prevede per il concessionario, ovvero per il Comune, l'onere di farsi carico di tutte le responsabuilità penali per incidenti occorsi a terzi nell'area (che si estende per 995.611 metri quadrati), oltre ai costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. «Ci sembra un onere eccessivo da sostenere – afferma Martines – in considerazione della sola possibilità di utilizzo dell'area da parte nostra o delle associazioni che svolgono attività patrocinate dal Comune. Per questo puntiamo ad ottenere la proprietà dei bastioni, che ci consentirebbe di avviare un reale processo di recupero della cinta facendone il volano economico e turistico della città, anche nell'ottica del possibile riconoscimento dell'Unesco». Il Comune avanzerà quindi una nuova richiesta che sarà accompagnata anche dalla relazione sugli interventi fatti finora sull'area, compresi quelli svolti dalla Soprintendenza e quelli che verranno eseguiti a novembre dalla Protezione Civile regionale per la pulizia straordinaria dei bastioni.
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