Violino: «Affidare all’Arpa il Centro di Basovizza»

L’assessore: «La struttura non chiuderà, ne trasferiremo la competenza» Incerto il futuro dei sei dipendenti, il Corpo forestale in assemblea
Lasorte Trieste 05/06/08 - Basovizza - Centro Didattico Forestale
Lasorte Trieste 05/06/08 - Basovizza - Centro Didattico Forestale

di Matteo Unterweger

«Il Centro didattico e naturalistico di Basovizza? Non si chiude nulla. Contiamo invece di trasferire la competenza sullo stesso, attivando a proposito l’Arpa». L’assessore regionale alle Risorse rurali, agroalimentari e forestali Claudio Violino, svela così le intenzioni della Regione sul Cdn ristrutturato solo tre anni fa, nel 2008, con una spesa da 2,5 milioni di euro (grazie a fondi comunitari). Si tratta di uno dei punti-chiave del complessivo progetto di riassetto e riorganizzazione della Direzione centrale dell’assessorato facente capo all’esponente leghista. Il quale entra nel dettaglio, dopo essersi congedato dalla riunione udinese della giunta Tondo di ieri mattina: «All’interno dell’Arpa c’è il laboratorio LaRea che si occupa anche di educazione ambientale e potrebbe prendersi in carico il Centro. Così - conclude Violino - si lascerebbero liberi i forestali per i compiti di loro competenza».

La “rivoluzione” griffata dall’assessore del Carroccio, e che prevede anche la soppressione di cinque stazioni forestali fra cui quella di San Dorligo della Valle (e poi di Comeglians, Resia, Meduno e Claut) continua però a destare perplessità all’interno del personale del Corpo forestale della Regione. Che discuterà della questione martedì prossimo, durante «l’assemblea convocata dalle 9.30 alle 12 a Udine, alla Sala Kugy - spiega il sindacalista Andrea Fumis (Cgil) -. I problemi di personale potrebbero essere risolti grazie a una serie di assunzioni: basterebbe attingere alla graduatoria che è già pronta da tempo».

In ogni caso, l’ipotesi di far partire il riassetto il 15 ottobre - cioè oggi stesso -, circolata nei giorni scorsi, è stata evidentemente congelata. «Se non sarà domani, sarà il 1° novembre», ha aggiunto ieri ancora Violino, lasciando intendere di non voler in alcun modo cambiare rotta. In assenza di comunicazioni ufficiali rispetto a date ed eventuali spostamenti (l’ipotesi circolata inizialmente era quella di una chiusura del Centro di Basovizza con passaggio delle competenze a una nuova struttura con sede a Udine), i sei dipendenti del Cdn restano - come i colleghi delle stazioni forestali coinvolte - in stand-by. E il sindaco Roberto Cosolini interpreta lo stallo come confortante: «Se tutto è congelato e si apre a una riflessione da fare assieme, allora lo prendo come un segnale positivo».

Da registrare anche la posizione delle associazioni ambientaliste che in una nota congiunta, firmata da Wwf, Legambiente, Lipu, Italia Nostra, Lac e Lav del Friuli Venezia Giulia chiedono «il mantenimento dell’apertura del Centro didattico naturalistico e di tutte le stazioni forestali esistenti, l’utilizzo delle graduatorie degli idonei all’ultimo concorso per assumere giovani aspiranti Guardie forestali, la creazione del Corpo unico di vigilanza ambientale regionale e la ricostituzione degli Ispettorati ripartimentali foreste, la cui soppressione ha determinato il crollo di operatività del Corpo forestale regionale degli ultimi tempi».

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