Confindustria, Illy scioglie le riserve: "Se serve, mi candido"

L’imprenditore triestino, due volte sindaco di Trieste, poi deputato e infine governatore del Friuli Venezia Giulia: "Mi hanno chiesto di correre, non smanio ma non mi tiro indietro per responsabilità"
20050505 - VENEZIA - ECO -CONFINDUSTRIA: VENETO; ANDREA RIELLO ELETTO PRESIDENTE. SUCCEDE A LUIGI ROSSI LUCIANI - Andrea Riello, il neopresidente di Confindustria Veneto, fotografato stasera al termine dell'assemblea generale che lo ha eletto. Andrea MEROLA/ANSA/DE
20050505 - VENEZIA - ECO -CONFINDUSTRIA: VENETO; ANDREA RIELLO ELETTO PRESIDENTE. SUCCEDE A LUIGI ROSSI LUCIANI - Andrea Riello, il neopresidente di Confindustria Veneto, fotografato stasera al termine dell'assemblea generale che lo ha eletto. Andrea MEROLA/ANSA/DE

TRIESTE. Ci sono ancora alcuni “se” in ballo, ma Riccardo Illy afferma che non si tirerà indietro. E pertanto, se la “pregiudiziale Riello” non sarà condivisa dalla maggior parte degli imprenditori, correrà per la presidenza di Confindustria. «Quando mi sono stati offerti incarichi di responsabilità - spiega al cellulare dall’estero dove si trova nei panni di imprenditore («un ruolo che oggi mi impegna al cento per cento») - non mi sono mai nascosto».

Andrea Riello, che si sente «un veneto candidato a guidare la Confindustria nazionale», ha detto molto crudamente: «Non capisco la scelta di Illy, ovvero di un imprenditore uscito da un’esperienza politica. Credo che, a parte statuti e regolamenti, si dovrebbe vietare a chi è entrato in politica di assumere cariche associative». «E proprio questa è la prima perplessità che ho espresso ai tanti imprenditori del Friuli Venezia Giulia che mi hanno chiesto di candidarmi poiché la mia non è un’autocandidatura - ribatte Illy - ora il problema sta esattamente qui: verificare se questa pregiudiziale di Riello è una presa di posizione personale, oppure se è condivisa».

Illy è stato dapprima per due volte sindaco di Trieste, poi deputato e infine governatore del Friuli Venezia Giulia sempre per lo schieramento di centrosinistra, «anche se da indipendente», precisa. Infine è stato battuto da Renzo Tondo alle ultime elezioni regionali.

«Un incarico in Confindustria, a qualsiasi livello - ha detto anche Riello - dovrebbe essere il massimo dell’aspirazione e dell’impegno pubblico per un imprenditore. Non un punto di arrivo di una carriera politica, magari finita male o un punto di partenza per degli incarichi politici successivi». «Sono illazioni che non intendo nemmeno commentare - replica Illy - attualmente non ho alcun progetto politico e perdipiù non sento alcuna nostalgia per la politica. Nemmeno smanio a dire il vero per incarichi di vertici in Confindustria, anche se come detto in questo caso il discorso è aperto e sono pronto a raccogliere le esortazioni se mi giungeranno».

Per la seconda volta nel giro di otto anni il Nordest tenta di piazzare un proprio rappresentante sulla poltrona più ambita di via dell’Astronomia anche se la confederazione che raggruppa 149 mila imprese sarà dal primo gennaio 2012 orfana della più grande industria italiana, la Fiat come ha preannunciato l’ad del Lingotto Sergio Marchionne a Emma Marcegaglia. La volta scorsa Nicola Tognana venne battuto da Luca Cordero di Montezemolo. Anche ora per il candidato nordorientale si prospetta una sfida impegnativa contro gli altri due candidati che sembrano già vantare una buona batteria di consensi: il patron della Brembo Alberto Bombassei e quello della Mapei Giorgio Squinzi. Ma sono circolati anche i nomi di Luigi Abete e Diego della Valle.

Ufficialmente la macchina per la successione a Marcegaglia si metterà in moto appena a gennaio con la giunta che nominerà i saggi incaricati di avviare le consultazioni con il sistema confindustriale e di raccogliere le preferenze. Nella giunta di primavera poi il nuovo presidente verrà designato, mentre l’investura vera e propria avverrà durante l’assemblea privata di maggio 2012.

«Chiaro che ogni discorso è in questo momento prematuro - prova a frenare Illy - lasciamo prima che i saggi facciano il loro mestiere». È nel corso delle consultazioni che emergeranno in via definitiva eventuali pregiudiziali “politiche” per la candidatura di un presidente che comunque “sopravviverà” alla fine dell’attuale governo Berlusconi.

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