Le mance elettroniche un sostegno importante: nelle buste paga del Caffè San Marco fino a 200 euro in più
I nuovi pagamenti con il Pos hanno moltiplicato le cifre. Nelle buste paga del Caffè San Marco fino 200 euro in più. Delithanassis: «Un vantaggio per i nostri collaboratori»

«Non abbiamo inventato nulla: abbiamo semplicemente trasformato una possibilità, ancora poco utilizzata, in un vantaggio economico concreto per i nostri collaboratori». Queste le parole con cui Alexandros Delithanassis, titolare assieme a Eugenia Fenzi dell’Antico Caffè San Marco, ha spiegato la novità che ha sorpreso la città di Trieste e chi lavora nel settore della ristorazione: la possibilità di lasciare una mancia con il Pos dopo aver effettuato il pagamento elettronico. Da luglio i clienti del San Marco hanno la possibilità, sul totale del conto, di scegliere se aggiungere una mancia del 5%, 10%, 15% o altro importo oppure pagare il dovuto senza inserire un’extra.
«Erano già due anni – ha spiegato Delithanassis – che davamo la possibilità alla clientela di aggiungere una mancia ma, purtroppo, il meccanismo era più complicato dato che il banconiere, dopo aver chiesto al cliente se desiderasse scegliere una mancia oppure no, doveva lui stesso inserire il bancomat nel Pos ed effettuare l’operazione».
«Fortunatamente – ha continuato Delithanassis – prima di quest’estate una semplice modifica di sistema ai pagamenti elettronici ha permesso direttamente al cliente, tramite contactless, di scegliere l’operazione desiderata sulla questione mancia». Il risultato di questo upgrade informatico ha consentito al locale di raggiungere un obiettivo economico straordinario, ovvero raccogliere di mancia quanta se ne raccoglieva prima in sei mesi e, al termine di ognuno degli ultimi quattro mesi, raggiungere la cifra di 6.000 euro di mance: «Le mance – ha sottolineato Delithanassis – diventano un sostegno al reddito dei nostri dipendenti dato che la cifra totale viene distribuita equamente dal nostro consulente del lavoro e, essendo tassata del 5% e pure un’integrazione non imponibile, parliamo mediamente di 200 euro netti al mese in più sullo stipendio di tutti i dipendenti: camerieri, baristi, cuochi, addetti alle pulizie e le altre figure che contribuiscono al funzionamento dell’attività».
Dal 2023 la mancia in Italia non è più considerata “nero” ed è regolamentata: la normativa nazionale prevede un regime fiscale agevolato sulle mance con, appunto, un’imposta sostitutiva del 5%. Il 18 maggio 2026 il direttore generale di Fipe-Confcommercio Roberto Calugi aveva richiamato l’attenzione sullo scarso utilizzo di questa opportunità da parte delle imprese italiane, evidenziando la limitata conoscenza delle agevolazioni e le difficoltà nella distribuzione delle mance tra sala e cucina. Il Caffè San Marco si era già mosso e oggi i titolari possono parlare di obiettivo raggiunto: «Non chiediamo a nessuno di pagare gli stipendi dei nostri collaboratori: quello è compito nostro ma chiediamo di giudicarci per ciò che offriamo e se qualcuno desidera lasciare un riconoscimento in più, sappia che non premia soltanto chi gli ha portato il conto, ma tutta la squadra che ha contribuito alla sua esperienza». Le mance tramite Pos e l’aumento esponenziale di esse al Caffè San Marco hanno gratificato la squadra di dipendenti, felice di questa strada intrapresa: «Questo riconoscimento – ha raccontato il veneziano Matteo – è stato decisamente apprezzato da tutti noi e aiutato a rendere ancora più coeso il nostro gruppo: sottolineo come sia fondamentale, anche sulla questione mance, il lavoro del banconiere dato che ad ogni pagamento comunichiamo, in italiano o in altre lingue, la possibilità di lasciare una mancia. Una buona e gentile comunicazione può fare la differenza».
Sulla scia di Matteo si è inserita Dijana, ragazza macedone che studia violino al conservatorio e contemporaneamente lavora al San Marco: «Gli stranieri sono più abituati a lasciare le mance dato che si usa già in molti altri Paesi ma anche i triestini, all’inizio spiazzati, hanno accolto con entusiasmo la novità e di episodi spiacevoli non ce ne sono veramente stati». «La speranza – ha concluso Delithanassis – è che il nostro esempio venga seguito da moltissimi altri esercenti della città e che sia solo l’inizio».
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