Trieste, timore tra i commercianti per il corteo: c’è chi si barrica

Pannelli sulle vetrine in vista del corteo di venerdì 30 ottobre. Il pericolo è che alcune frange di manifestanti più esagitati possano fare irruzione e saccheggiare i negozi

Gianpaolo Sarti
Si barricano i negozi (foto Silvano)
Si barricano i negozi (foto Silvano)

Non «un migliaio» come sembrava nei giorni scorsi ma «migliaia» di manifestanti, stando a quanto ha dichiarato all’Ansa il prefetto Giuseppe Petronzi. Cresce la preoccupazione per il corteo dell’Usb di venerdì 30 ottobre a Trieste al quale hanno aderito vari sindacati, associazioni, realtà politiche e sigle studentesche anche dal resto della regione: non lo nasconde la Questura, non lo nasconde il presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti – «fare molta attenzione», avverte – e soprattutto lo dicono apertamente i negozianti del centro cittadino. Tanto i gestori dei grandi marchi, cioè quelli delle catene finite nel mirino dei vandali a Milano, Torino, Bologna e Padova, quanto quelli dei punti vendita autonomi.

Il pericolo è che alcune frange di manifestanti più esagitati possano danneggiare le vetrine, fare irruzione e saccheggiare. Esattamente come successo con i disordini avvenuti nei grandi centri urbani.

Il timore a Trieste è palpabile. Alcuni commercianti si sono attrezzati installando pannelli di legno davanti agli ingressi. Lo aveva fatto la profumeria Sephora di via Imbriani già nei giorni scorsi e così hanno fatto giovedì 28 ottobre vari esercenti di via San Nicolò, di viale XX Settembre e corso Italia in vista del corteo di questa mattina.

Il passaggio dei manifestanti creerà peraltro inevitabili problemi alla viabilità: sia nella parte periferica circostante a viale Campi Elisi, visto che il corteo parte dopo le 10 dal varco 4 del porto in molo Settimo e procede verso via San Marco per imboccare la galleria San Vito, sia nel cuore della città.

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Una precedente manifestazione a Trieste al varco 4 del porto (archivio Lasorte)

La seconda parte del tragitto infatti prevede il transito lungo la galleria Sandrinelli, piazza Goldoni e Corso Italia. «Non possiamo immaginare che la giornata non abbia qualche momento di disagio», ha osservato il prefetto Petronzi. «Noi l’affrontiamo con estrema serietà e responsabilità per mitigare questi disagi. Ci stiamo lavorando da qualche giorno e ce la metteremo tutta perché si possano rendere compatibili le esigenze della manifestazione con la vita quotidiana della nostra città». In relazione all’apprensione dei commercianti, Petronzi ha rassicurato: «Mi sento di dire, con estrema prudenza, che riusciremo ad evitare che queste cose accadano o quantomeno ci siamo fortemente attrezzati per andare incontro a queste loro preoccupazioni».

Quanto al numero di persone attese «siamo sicuramente nell’ordine delle migliaia – ha precisato il prefetto – anche con presenze che arrivano da fuori Trieste. Il grosso lo faranno le presenze cittadine, però ci siamo attrezzati anche nel monitorare i flussi di coloro i quali verranno da fuori, per fare in modo che vadano ad alimentare una manifestazione che sia pacifica».

Il ritrovo del corteo, organizzato in continuità con lo sciopero nazionale indetto per contestare l’aumento del costo della vita, delle perdita del potere di acquisto di salari e pensioni e, ancora, in opposizione alle politiche di guerra e riarmo, è previsto alle 9 dal varco 4 del porto di Trieste, per muoversi poi verso il centro cittadino tra le 10 e le 10.30. Questo il percorso preciso: viale Campi Elisi, via Alberti, galleria San Vito, piazza Sansovino, galleria Sandrinelli, corso Italia, via San Spiridione, via Filzi, via Milano, via Carducci, via Ghega e piazza Libertà.

Sono attese decine di operatori delle forze dell’ordine con relativi mezzi blindati, grazie ai rinforzi dei Reparti mobili della polizia e degli Battaglioni dei carabinieri.

«Se si dovessero verificare situazioni problematiche – rileva il presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti – è opportuno chiudere i negozi e abbassare immediatamente le serrande.

La paura di possibili disordini non riguarda solo i grandi marchi, bensì è generale. Il nostro settore sta già vivendo un periodo di crisi strutturale, dovuto in particolare al commercio online, quindi per i nostri associati non è possibile subire danni proprio durante il weekend e che peraltro non sono nemmeno coperti dalla assicurazioni a meno che non si disponga di polizze specifiche. Speriamo che non ci siano infiltrazioni di gente violenta».

Il negozio Levi's in Corso Italia (foto Silvano)
Il negozio Levi's in Corso Italia (foto Silvano)

Dal canto sui l’Usb, che ha lanciato la mobilitazione, ha garantito che la manifestazione avrà un intento assolutamente pacifico. «Saremo in tanti e per questo motivo organizziamo un servizio d’ordine», aveva anticipato nei giorni scorsi Sasha Colautti di Usb Trieste.

«Non ci sentiamo un obiettivo sensibile – spiega Gemma Tamburlini, responsabile dello storico negozio Camponovo Arredamenti all’angolo tra corso Italia e via Silvio Pellico (situato in un punto di pieno transito dei manifestanti) però il timore c’è». Così Federica Susanj, responsabile del negozio di abbigliamento Terranova, sempre in corso Italia: «Valuteremo cosa fare in base alla situazione, se le cose si metteranno male ci barricheremo dentro».

Alcuni punti vendita della via, come la Levi’s, hanno allestito coperture ad hoc in modo da non rendersi riconoscibili dall’esterno. Altri hanno tolto i prodotti dalle vetrine. «Noi e abbasseremo le saracinesche per qualche minuto quando passerà il corteo – fanno sapere da Coin – e abbiamo raddoppiato il servizio di vigilanza. Comunque riponiamo fiducia nelle forze dell’ordine».

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