«Meno cari della Slovenia», sconti-choc al distributore

Il governatore veneto Zaia se la prende col Friuli Venezia Giulia che ha ritoccato all’insù, in chiave anti-slovena, lo sconto su benzina e gasolio? Qui c’è chi se lo fila davvero poco, l’ex ministro leghista. Ma quello stesso “chi”, nel contempo, non le manda a dire a Renzo Tondo. Al punto da cercare di dimostrare con i fatti, al governatore di casa nostra, che si può dare di più: quello sconto regionale insomma, se si vuole trattenere il fiume d’auto verso le pompe d’oltreconfine, deve salire ancora. Più dei 21 centesimi al litro per la verde e dei 14 per i diesel in vigore col primo novembre. Il messaggio filtra da Riccardo Furlan e Max Pisani, gestori dei due distributori triestini della Tamoil, il primo in via Fabio Severo di fronte alla Rai, il secondo in viale Miramare di fronte alla pineta di Barcola. In entrambe le aree di servizio, infatti, da ieri - a tempo indeterminato ma limitatamente alla fascia pomeridiana dalle 16 alle 19 - si può fare rifornimento a prezzi inferiori rispetto all’euro e 32 centesimi al litro per la benzina e all’euro e 269 millesimi per il gasolio, ovvero le tariffe praticate oltreconfine di questi tempi. E pazienza se inferiori, in questo caso, i prezzi lo saranno di un bruscolino, di uno o due millesimi appena, chissà. È il “pensiero” che conta. Vuoi mettere la strada risparmiata? Furlan e Pisani battono proprio su questo concetto. E così si sono inventati, appunto, grazie all’ultima legge regionale che non impone limiti al ribasso “autonomo”, l’iniziativa con slogan annesso: «Sotto il prezzo della Slovenia». «Si tratta - spiega Furlan - di una promozione, che io chiamo provocazione, che prende spunto da un’analoga iniziativa fatta a suo tempo a Monfalcone, dove erano stati praticati, sempre solo al pomeriggio, così da poter modulare in maniera sostenibile i massimi sconti, gli stessi prezzi sloveni. Dopo i primi 3-4 giorni di “rodaggio”, i risultati erano stati ottimi». Perché tanta “generosità”? «Per far tornare i clienti ma anche, e soprattutto, per dimostrare che una politica del genere è possibile. Per far capire alla Regione insomma - incalza Furlan - che con questi ultimi sconti regionali, benché più alti, che avvicinano alle tariffe di fuori, le cose purtroppo non riusciranno comunque a cambiare. Ieri in Slovenia alle stazioni di servizio c’erano file interminabili di auto italiane, eppure gli ultimi sconti regionali erano già in vigore. Oggi, sulla verde in particolare, dal mio punto di vista, mancano circa 6 centesimi. Sempre dal mio punto di vista, ne basterebbero altri 3-4. Serve uno sforzo in più, la Regione faccia i suoi calcoli». A Trieste, per inciso, incrociando i dati sul sito della Regione, per “pareggiare” le tariffe slovene ci vogliono fra i 3 e i 15 centesimi al litro in aggiunta ai 21 dell’ultimo sconto per la benzina, e fra i 4 e 17 oltre ai 14 già previsti per il gasolio, a seconda delle compagnie e dei gestori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








