Ospedali, spese in aumento e neanche un euro in più

Cobello licenzia il Piano per il 2012: «Se non riusciremo a raggiungere il pareggio dovremo capire quali attività calare». Meno personale interinale, 5 nuovi medici

di Gabriella Ziani

«Il finanziamento 2012 costituisce un vincolo particolarmente critico per l’Azienda ospedaliera». Mentre i sindacati manifestano protesta e sconforti per sovraffollamento di pazienti, mancanza di spazi, di letti e medici, il direttore generale Francesco Cobello licenzia un piano per il 2012 che squaderna la situazione a monte: «Sarà un bilancio in pareggio, ma a prezzo di grandi sforzi, la coperta è corta, e se strada facendo vedremo che è impossibile raggiungerlo, dovremo ragionare su quali attività calare, quali attività fare. Senza dimenticare però - dice Cobello - che qui si continua a finanziare indistintamente l’Area vasta, e si calcola il finanziamento “pro capite”, ma non ci si chiede in che modo influisca l’essere “Azienda universitaria”, e ospedale classificato di eccellenza e di rilievo nazionale».

Il finanziamento, si sa, è a torta fissa, anche se per il secondo anno Udine e Pordenone ricevono un aumento e dunque Trieste e Gorizia, per il solo fatto di perderlo, vengono “tagliate”. Trieste e l’Isontino si sono spartiti la somma totale altrettanto a torta fissa, non c’è modo di calcolare una vera remunerazione dell’attività effettivamente svolta. Pareggio dunque sì («anche per non far perdere il premio dell’1% di incentivo ai dipendenti»), ma già alzando i sensori. Il fattore economico non può incidere sulla qualità delle cure. Anche i medici che contestano però assicurano: «Noi distrutti, i pazienti salvi, prevalgono sacrificio e buona volontà».

Non un solo euro in più, dunque, mentre tutte le spese aumentano. Maggiori costi da inflazione e conseguente ripiano contrattuale delle differenze là dove c’è un appalto in corso, pari a 1 milione e 305 mila euro. Saranno compensati con un vistoso calo di personale tecnico e interinale (oltre 1 milione di risparmio). Maggiori spese anche per manutenzioni (345 mila), e aumento dell’Iva deciso dal governo: è calcolato in 500 mila euro. Senza contare le aumentate spese per riscaldamento ed energia elettrica, dove altrettanto si è cercata l’offerta migliore, aderendo al Consorzio degli industriali piuttosto che al già favorevole Consip pubblico. Maggiori entrate? Solo 250 mila euro da prevista ma non certa attrazione di pazienti da fuori regione. «Staremo attenti a ogni cosa - prosegue il manager -, sui consumi, sulle scorte, sul personale ma stando attenti a non deprimerlo...».

Poiché quel personale è già depresso, e lo dice, il messaggio è il seguente: «Tutti i settori stanno dimostrando un’attenzione estrema e lodevole al buon governo della spesa, e quanto a riorganizzare per far meglio funzionare le cose, questo prima di tutto deve avvenire nella sanità territoriale, serve un dialogo maggiore, pur considerando che Trieste storicamente fa un uso forte dell’ospedale della città. Noi abbiamo 900 letti e più ne teniamo liberi più si riempiono. Infine è necessario che al nostro interno funzioni quello che Gramsci chiamava “l’intellettuale collettivo”».

Nessuna polemica, solo una stoccata ai medici-sindacalisti che hanno accusato dei disservizi proprio la dirigenza ospedaliera: «Quei medici, che in molti casi sono anche direttori di strutture, vengono da me e dicono: “Mi servono spazi e personale”. Bene, hanno mai qualche idea da offrire? Io non ho maggiori spazi. E non ho bisogno di proteste, ho invece bisogno di idee. Altrimenti è facile dire “qui non funziona”».

Intanto nel 2012 è certo che nessuna attività sanitaria verrà ulteriormente sviluppata. Per le liste d’attesa e per le Chirurgie (in sofferenza) non si può fare di più e di meglio dello scorso anno. L’organico di medici passerà da 433 a 438: 5 in più. È l’unico aumento di organico, che dal 2010 a fine 2012 avrà perso in totale 22 unità, di cui 14 “caduti” sono tra i tecnici non sanitari (portieri, autisti...). Infermieri e operatori socio-sanitari restano gli stessi: 1606. Critica la situazione degli amministrativi, «mancano figure di supporto molto specializzate nel campo legale e della ragionieria» dice il direttore. Il quale peraltro anche per sostituire primari andati in pensione (4-5 solo tra dicembre e adesso) non può lanciare un concorso senza prima aver chiesto il permesso alla Regione.

In totale, andando alle pure cifre, gli ospedali triestini mettono in previsione un pareggio di bilancio a 274 milioni e 659 mila euro «e io - conclude Cobello - non stampo moneta».

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