Stop ai giochi di guerra sul Carso
di Fabio Malacrea
DOBERDÒ DEL LAGO
Doberdò dice basta ai giochi di guerra sul Carso. Con la prima ordinanza del 2012 il sindaco Paolo Vizintin ha introdotto su tutto il suo territorio, che si estende da Rupa a Duino, «il divieto assoluto di praticare qualsiasi attività che possa richiamare o simulare eventi bellici o di violenza bellica quali il softair, il paintball o altre attività simili». D’ora in poi quindi stop agli scontri a fuoco con gommini e finte bombe a mano e ai mini-eserciti di Rambo in mimetica che fanno trasalire gli abitanti e i frequentatori domenicali del Carso. Doberdò e il suo Carso sono da sempre le “palestre” naturali più amate dagli appassionati dei giochi di guerra. Ora però Vizintin chiude la porta ai Rambo. «Il divieto - dice il sindaco - mira a salvaguardare il territorio, l’ambiente, la proprietà terriera e il sentimento collettivo. Oltretutto - continua - questi giochi sono potenzialmente pericolosi per la gente e possono causare situazioni di inquinamento acustico e ambientale al fragile ecosistema carsico. Sono inoltre incompatibili con i costumi, gli usi, le tradizioni e le attività locali, specie agro-silvo-pastorali. Visto che il softair si svolgerebbe su aree di pregio ambientale, quali la riserva dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, Sic e Zps, tutelate a livello regionale, nazionale ed europeo, dove già vigono rigorose restrizioni per i privati, palese risulterebbe il contrasto con le finalità di tutela del fragile ecosistema carsico e ambientale».
Ma non sono tutte qui le preoccupazioni che hanno spinto Vizintin ha emettere l’ordinanza. «La simulazione di situazioni belliche, di uccisione di esseri umani e di altre violenze collegate - aggiunge il sindaco -, svolgendosi su territorio che in passato è stato teatro di tragedie e sofferenze generate dalla prima e seconda guerra mondiale, non è rispettosa della pietà delle migliaia di caduti e del sentimento dei sopravvissuti. Ciò vale in particolar modo per Doberdò, ai cui abitanti le guerre hanno causato lutti tremendi, deportazioni, torture e ogni altro genere di sofferenze. La guerra non è un divertimento ma una tragica realtà che ancora oggi, purtroppo, causa morte, distruzione e sofferenze di ogni genere a uomini, donne e bambini». I Rambo quindi stiano attenti perchè d’ora in avanti le loro “guerre” ricadranno sotto le sanzioni previste dall’articolo 650 del Codice di procedura penale. Sette anni fa un’analoga presa di posizione era stata già assunta a Ronchi dall’allora sindaco Livio Furlan su iniziativa di Rifondazione: il Comune deliberò il “no” ai patiti di giochi di guerra sul Carso, «simbolo della Grande guerra». Ma il softair in passato ha provocato anche altri guai. Panico, ad esempio: come quando, in pieno clima di “guerra fredda”, un finto plotone di soldati dell’esercito jugoslavo in perfetta tenuta da combattimento fu visto marciare sul Vallone: ci furono decine di segnalazioni ai carabinieri da parte di automobilisti allibiti. O feriti reali, come nel 2002 al Villaggio del pescatore, quando una ragazzina fu colpita dal proiettile di gomma partito dalla mistraglietta Skorpion maneggiata da un diciottenne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








